Politica - 07 gennaio 2026, 18:02

Venezuela, i consiglieri della Lega attaccano la Sinistra: “Nessun titolo per assolvere ciò che il popolo denuncia”

Bordilli e Bevilacqua: “Inaccettabile minimizzare un regime indicato dai venezuelani come responsabile di repressione e violazioni dei diritti”

Venezuela, i consiglieri della Lega attaccano la Sinistra: “Nessun titolo per assolvere ciò che il popolo denuncia”

I consiglieri comunali della Lega a Genova, Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, esprimono una condanna politica netta e senza ambiguità verso le posizioni assunte da settori della Sinistra italiana sul Venezuela, posizioni che risultano scollegate dalla realtà dei fatti e in aperto contrasto con le accuse mosse dagli stessi cittadini venezuelani.

È legittimo domandarsi, con rigore istituzionale ma con altrettanta fermezza politica: con quale autorevolezza la Sinistra italiana pretende di giustificare, relativizzare o edulcorare un regime che il popolo venezuelano indica come responsabile di repressione, miseria e distruzione dello Stato di diritto?
Con quale presunta superiorità morale si ignorano le testimonianze di milioni di profughi, di oppositori politici incarcerati, di famiglie ridotte alla fame e private delle libertà fondamentali?

La crisi venezuelana non è una narrazione “di parte”, ma una realtà certificata da anni da osservatori internazionali indipendenti, da missioni delle Nazioni Unite e da organizzazioni per i diritti umani che parlano chiaramente di violazioni sistematiche, uso politico della giustizia e repressione del dissenso. Continuare a negare o minimizzare questi fatti non è esercizio di prudenza diplomatica: è una scelta politica precisa.

È grave, sul piano istituzionale e culturale, che una parte della Sinistra si arroghi il diritto di reinterpretare la tragedia venezuelana contro la volontà e la voce del suo stesso popolo, arrivando persino a strumentalizzare simboli nazionali per legittimare un sistema di potere autoritario. Questo atteggiamento non è solidarietà internazionale, ma un atto di presunzione ideologica che svuota di significato i valori di libertà e democrazia.

Davanti a una dittatura denunciata dalle sue vittime, non esistono scorciatoie retoriche né posizioni intermedie.

Genova, città profondamente legata ai valori della libertà e dell’autodeterminazione dei popoli, non può prestarsi a letture distorte della realtà. Stare dalla parte del popolo venezuelano significa riconoscere senza esitazioni le responsabilità del regime che lo opprime. Tutto il resto è calcolo politico.


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