Attualità - 09 gennaio 2026, 10:23

Campostano, il Comune chiude la partita del nuovo supermercato

Firmata la determina che mette fine a mesi di polemiche, dubbi e documenti. Il quartiere attende ora di capire cosa accadrà

Campostano, il Comune chiude la partita del nuovo supermercato

Fine dei giochi. Con la determina dirigenziale 56/2026, pubblicata in questi giorni ,il Comune di Genova chiude ufficialmente l’iter amministrativo sul contestato progetto del supermercato di Campostano, a Nervi. È l’atto conclusivo di una vicenda che per mesi ha acceso il quartiere e tenuto banco nel dibattito pubblico.

Il progetto relativo al nuovo Polo Urbano San Siro a Nervi, presentato dalla società Immobiliare San Siro S.r.l. ha avuto esito negativo. Non sarà dunque aperta la media struttura di vendita che da diversi mesi aveva scatenato numerose proteste da parte dei residenti e dei commercianti della zona.

Nel motivare il diniego, l’amministrazione ha evidenziato come la proposta della società immobiliare (una struttura da mille e quattrocento metri quadrati con verde pensile, aree fitness e locali culturali situati sulla copertura dell’edificio) non configurasse un vero ‘Polo Urbano’ secondo le norme del PUC, poiché la funzionale commerciale risultava preponderante rispetto a quella pubblica, giudicata invece meramente accessoria e non in grado di attrarre utenza a livello cittadino.

Oltre alla questione urbanistica, il progetto si è scontrato con una serie di vincoli e leggi che vanno dal fatto che l’area ricade entro i duecento metri dal cimitero Nervi 1, rendendo la costruzione illegittima; alla non tutela del paesaggio con il progetto di scavo di oltre dieci metri di terreno naturale da sostituire con una struttura in cemento e verde artificiale, giudicata una ‘trasformazione radicale’. Ancora la recente variante al Piano Commerciale Comunale ha inserito l’area in una fascia di tutela che vieta nuove strutture di vendita superiori ai mille metri quadri.

Per Immobiliare San Siro (che come spiegato nella determina nn avrebbe fornito documentazioni sufficienti a molti uffici) resta ora solo la strada del Tar, secondo i termini di legge.

"L’esito negativo della Conferenza dei servizi indetta dall’immobiliare San Siro per l’insediamento nell’area Campostano, a Nervi, di una media struttura di vendita certifica l’inconsistenza della vocazione pubblica degli spazi inseriti nel progetto di Polo Urbano, presentato dal privato. La bocciatura del progetto conferma quanto già emerso dall’istruttoria avviata, nei mesi scorsi, dal Comune di Genova con un preavviso di diniego alla realizzazione del progetto stesso". Lo hanno dichiarato le assessore all’Urbanistica, Francesca Coppola, e al Commercio, Tiziana Beghin, commentando l’esito della Conferenza dei servizi, pubblicata sull’Albo pretorio del Comune di Genova, del progetto relativo a nuovo Polo Urbano San Siro – Genova Nervi, richiesta dall’Immobiliare San Siro srl.

"Gli spazi a vocazione pubblica contenuti nel progetto di Polo Urbano sono residuali e ancillari alla Media struttura di vendita in un mix decisamente sbilanciato a scapito della pubblica fruizione – spiegano le assessore – pochi i parcheggi destinati al pubblico, pochi gli spazi per la sala multimediale di circa 150 metri e lo spazio culturale di 180 metri quadri che non possono essere decisamente definiti, come richiesto, “di massa”, contro una superficie di vendita di 1.400 metri quadri, solo per citare alcuni esempi riportati nella comunicazione dell’esito della Conferenza dei servizi. Evidentemente le perplessità sollevate, in questi anni, dai residenti della zona si fondavano su presupposti che andavano ascoltati e legittimamente approfonditi, come abbiamo fatto. L’area Campostano, come altre zone sensibili della città, continuerà a essere seguita con particolare attenzione e ogni eventuale e ulteriore progetto che sarà presentato dovrà tenere conto delle prescrizioni e degli indirizzi che regolano la pianificazione commerciale, la tutela del territorio, anche dal punto di vista paesaggistico, la compatibilità con le destinazioni di servizio pubblico".

"Come consiglieri comunali avevamo promesso di valutare con grande attenzione l’area Campostano, avendo ben chiaro l’obiettivo di assicurare alla delegazione uno sviluppo coerente, sostenibile e rispettoso delle esigenze dei residenti, delle attività economiche e dei servizi pubblici. Da anni avevamo espresso preoccupazione per la volontà della destra di permettere l’ennesimo insediamento commerciale di grandi dimensioni a scapito del già fragile tessuto commerciale tradizionale di Genova. Oggi, quel pericolo è stato definitivamente scongiurato. Ora, si cerchino soluzioni che prediligano la funzione pubblica di un’area da riqualificare in chiave sociale, affinché sia al servizio dei cittadini e non dei soliti interessi privati”. Lo dichiara il capogruppo comunale del M5S Genova Marco Mesmaeker commentando l’esito della conferenza dei servizi sul progetto dell’area Campostano di Nervi. “Ringraziamo gli assessorati di riferimento, capaci di fare un lavoro serio e certamente più puntuale e obiettivo rispetto alle passate amministrazioni: sono stati rispettati i requisiti minimi di interesse pubblico previsti dal Piano urbanistico comunale (Puc)”.

LA STORIA DI CAMPOSTANO E I RECENTI SVILUPPI

L’ipotesi di un nuovo punto vendita nella parte alta del quartiere era emersa oltre un anno fa, con la richiesta di apertura da parte di un operatore privato. Da lì era iniziato un percorso tortuoso tra uffici, oltre a un serrato confronto pubblico. Residenti e commercianti avevano fatto sentire la loro voce più volte, tra timori per il traffico, preoccupazioni per la tenuta delle attività storiche e interrogativi sull’impatto urbanistico per il quartiere.

Il Municipio Levante aveva discusso il tema in più sedute, sollecitando chiarimenti sugli aspetti viari e sulle ricadute della nuova struttura. Nel frattempo, gli uffici comunali si erano mossi per gli approfondimenti del caso.

Adesso, la determina mette un punto fermo. L’atto sancisce la conclusione della fase amministrativa e definisce l’esito della pratica: una risposta definitiva attesa da tempo che, visti i recenti sviluppi, era attesa.

Nei mesi scorsi era stato lo stesso presidente del Municipio Federico Bogliolo a tracciare i contorni della questione evidenziando tre punti cruciali nel progetto presentato nell’aprile del 2025. Il primo era legato alla viabilità con viale Franchini indicato come doppio senso di marcia “ma la strada è troppo stretta - aveva spiegato Bogliolo - non può reggere quel traffico. L’impatto deve essere zero”. Il secondo punto era legato ai parcheggi pubblici mentre il terzo e ultimo riguardava la volumetria del supermercato in progetto: “1.400 metri quadri sono nella media delle superfici di vendita, ma per Nervi è troppo. Bisogna ragionare su una superficie minore e, magari, su un trasferimento di volumi da altre zone, così da non creare un nuovo punto vendita ex novo” aveva aggiunto il presidente di Municipio ricordando ancora come il piano del commercio “già vietava attività commerciali principali nell’area”, e sottolineando che “se non c’è interesse pubblico, il Comune può dire di no. Lo ha confermato anche la direzione urbanistica. Ecco perché oggi non serve puntare il dito. Serve valutare insieme”.

Poco più di un mese fa era stata l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola, nel corso di un’interrogazione a risposta immediata, a ricostruire l’iter del supermercato a Campostano. Coppola aveva spiegato come nel PUC del 2015 le aree tra viale Franchini e Campostano fossero state inserite come ambito di conservazione del verde urbano. Questa classificazione fu però impugnata e, nel 2016, il TAR la annullò completamente, lasciando la zona priva di destinazione d’uso per anni, fino al 2023. Era stata la precedente amministrazione a reintrodurre una definizione urbanistica, collocando l’area all’interno dei servizi SISS. Questo passaggio, aveva chiarito Coppola, recuperava di fatto la destinazione iniziale prevista dal PUC del 2015 e non quella annullata dal TAR. Ma la parte determinante non riguardava soltanto il perimetro SISS: nello stesso anno, con la delibera di Consiglio comunale n. 39, era stata approvata una modifica generale alle norme del PUC che ha inciso direttamente sulla disciplina delle medie strutture di vendita. La revisione delle norme ha eliminato la distinzione merceologica delle attività insediabili nei poli urbani, consentendo di fatto la possibilità di aprire strutture alimentari di media dimensione, opzione che in precedenza non era ammissibile. È questa modifica normativa, aveva spiegato Coppola, ad aver cambiato il quadro consentendo scenari che fino a quel momento non erano previsti.


 

Isabella Rizzitano


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