Rocambolesco arresto di due persone a Marassi, dopo un lungo inseguimento nelle strade adiacenti tra via Bobbio e fino a via Montaldo, che avevano lanciato un pacchetto con della droga all’interno delle Case Rosse della Valbisagno. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che evidenzia come ad accorgersi di quanto accadendo nei pressi del Centro commerciale adiacente la Casa circondariale sia stato un agente libero di servizio, che transitava nei pressi dell’istituto.
Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria del SAPPE, mette in luce che il collega, fuori servizio, si è accorto dei due che lanciavano il pacchetto e, dopo avere informato il Comando chiedendo supporto, prontamente poi intervenuto, è corso al loro inseguimento, bloccandoli dopo una fuga che, da via Bobbio, ed arrivata fino a via Montaldo. Evidenzia che questo episodio conferma la professionalità e l’efficacia del personale della polizia penitenziaria, ma torna a sottolineare la mancanza di pattugliamenti esterni nonostante la frequenza di simili lanci. La situazione è resa più critica dal sovraffollamento: a fronte, infatti, dei 535 posti regolamentari, sono presenti stabilmente più di 700 detenuti, con un tasso di affollamento stabilmente oltre il 140%: fattore, questo, che può aggravare i rischi associati a tali episodi. Per questo, il sindacalista sollecita l’implementazione urgente della vigilanza esterna tramite pattugliamento automontato ed il potenziamento della sala regia del carcere e delle telecamere poste a predio della vigilanza esterna del penitenziario.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, denuncia come anche questi seppur maldestri tentativi di introdurre oggetti vietati in carcere “dimostrano la oggettiva vulnerabilità del carcere di Marassi e, per tanto, il SAPPE rinnova all’Amministrazione penitenziaria la richiesta di dotare la Polizia Penitenziaria di droni per il controllo esterno del carcere nonché di Nucleo di unità cinofila del Corpo per il contrasto delle sostanze stupefacenti ma soprattutto di unità per intensificare un vero controllo esterno automontato”.
Il leader storico del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, segnala che circa il 30% dei detenuti in Italia è tossicodipendente e oltre il 20% degli stranieri ha problemi di droga. Nonostante una legislazione avanzata che permette ai tossicodipendenti di scontare pene alternative al carcere, molti restano comunque reclusi. I dati recenti mostrano un aumento nel consumo e nei reati legati alle droghe, così come nella richiesta di trattamenti.
“Fatto, questo, che coinvolge anche la popolazione detenuta”, conclude Capece, per cui “il SAPPE rinnova percorsi di formazione ed aggiornamento professionale ad hoc per il personale della Polizia Penitenziaria”.






