Sport - 10 gennaio 2026, 16:03

Un Genoa “consapevole” per affrontare il Cagliari. De Rossi: “Dobbiamo diventare difficili da battere. La classifica lo chiede”

Buoni i segnali registrati contro il Milan: “Fare partite con quell’atteggiamento un nostro dovere”. Il tecnico torna anche sul rigore: “Sbagliato non per la fossetta, ma non siamo gli scemi del villaggio”

Un Genoa “consapevole” per affrontare il Cagliari. De Rossi: “Dobbiamo diventare difficili da battere. La classifica lo chiede”

Un Genoa più consapevole. Questo ha lasciato in eredità, nella lettura dell’ultima sfida di due giorni fa a San Siro e in vista del prossimo impegno casalingo contro il Cagliari, il pareggio contro il Milan. Un punto che, seppur con l’amarezza della chance finale col rigore sprecato da Stanciu, è comunque una sorta di nuovo punto di partenza per i rossoblù. Una tappa di crescita soprattutto sul piano dell’identità e dell’atteggiamento, aspetti che il tecnico rossoblù continua a mettere davanti a tutto.

Lo ha fatto anche nella conferenza stampa dell’antivigilia della prima gara del girone di ritorno contro i sardi, tornando molto sulla sfida infrasettimanale e quell’episodio finale del rigore fallito oggetto di polemiche per il suo contorno, come lo scavo del milanista Pavlovic sul dischetto: “Il risultato poteva essere diverso, ma siamo usciti consapevoli – ha commentato il tecnico – Ho visto una reazione, compattezza, un atteggiamento positivo. È chiaro che contro certe squadre emergano difficoltà oggettive, ma il nostro dovere è fare quel tipo di partita. I risultati verranno o non verranno, ma quello che non può mancare è questo spirito. Il rigore? Se aveste visto come li tira Stanciu avreste ancora più dolore a vedere com’è finita. Non credo lo abbia sbagliato per la buchetta. Il risultato così è forse più giusto, ma l’arbitro deve far rispettare le rigore e noi non siamo gli scemi del villaggio. L’atteggiamento non mi è piaciuto, Pavlovic mi ha detto che lui voleva vincere, e lo posso capire, anche se con lo spessore del giocatore e della maglia uno si aspetterebbe altri comportamenti. Questo è un gesto pensato e sporco”.

Resta comunque uno spirito che il Genoa è chiamato a confermare già dallo scontro diretto di lunedì al “Ferraris”, gara che mette sul piatto diversi temi. Primo su tutti quello di un atteggiamento visto al “Meazza” al quale cercare di dare continuità pur partendo dalla considerazione del tecnico che “viene difficile mantenerlo sullo stesso livello per tutta la partita in un campionato equilibrato come la Serie A” e che vi sia anche da tener conto dell’avversario: “Su nove partite siamo qui a rimproverarci, giustamente, quello di un paio di partite e di qualche parziale – ha però voluto puntualizzare – Quello che non deve mancare è l’atteggiamento nel senso di impegno, furore, fuoco dentro. Ho amato il primo tempo fatto a Milano ma mi è piaciuto tanto anche vedere una squadra che ha saputo soffrire, difendersi in modo 'provinciale'. Quel rimanere aggrappati ai tre punti mi piace da morire e farà parte anche della nostra seconda parte di stagione”.

Una seconda parte che parte dal Cagliari, prima panchina “vera” in rossoblù per il tecnico romano nell’andata di un mese e mezzo fa: “Quella partita è un punto di riferimento, anche se allora lavoravamo da dieci giorni ed eravamo in piena fase di scoperta. Oggi sappiamo qualcosa in più di noi stessi. Il Cagliari lo conosciamo, sta facendo un buon percorso, Pisacane sta lavorando bene e a Torino hanno giocato una grande partita. Le squadre consapevoli sono quelle che fanno più paura”. Discorso che De Rossi ribalta sul suo Genoa: “Anche noi siamo difficili da battere e da attaccare. Lo diventiamo ancora di più se iniziamo a giocare con maggiore qualità, come si è visto a Milano. La gara di novembre resta un riferimento, ma dobbiamo essere migliori”.

Guardando il calendario, c’è poi un altro spunto: tanti scontri diretti saranno in trasferta, per quello sarà indispensabile migliorare e massimizzare anche il rendimento casalingo. “Non possiamo aspettarci che sia lo stadio a portarci i punti – ha continuato il mister – Siamo noi che dobbiamo dare qualcosa alla gente e non viceversa, per questo devo responsabilizzare i giocatori. Il 'Ferraris' è una cornice straordinaria, ma gli stadi non fanno gol. Possiamo usarlo come fattore, ma la responsabilità è nostra. Ora serve fare qualche vittoria, fare punti anche impensabili. Contano gli scontri diretti, ma mancano tante partite e non può avere lo stesso peso ora rispetto alla fine”.

Un percorso di miglioramento che finora ha visto lati positivi e altri meno: “Siamo un pochino migliorati rispetto all’inizio, dov’era un pochino troppo facile farci gol e creare occasioni contro di noi – ha ricordato il mister – Non penso sia una cosa che riguarda soltanto i difensori, dobbiamo aiutarci tutti quanti. Dal punto di vista dell’organizzazione e del blocco basso a difesa dell’area qualcosa si è visto, ma per me l’arma migliore per non prendere gol è il tenere palla e pressare un po’ più alto l’avversario per tenerlo lontano dalla nostra porta. Detto ciò, in questo periodo abbiamo preso gol molto evitabili. Al di là dell’essere forti nelle aree e nei reparti come squadra, poi non dobbiamo commettere errori perché tolgono punti”.

Oltre alle cose “allenabili” c’è anche il mercato su cui provare a contare. Sul tema De Rossi è però molto abbottonato: “Non vi posso dire niente. Il mercato lo studiamo, lo trattiamo e lo analizziamo. Io e il direttore siamo abbastanza in linea, è nostro dovere starci con la testa ma senza levare nulla alla partita col Cagliari, che verrà affrontata coi giocatori che abbiamo adesso”.

Mattia Pastorino


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