Cronaca - 12 gennaio 2026, 15:11

Ex Ilva, muore un operaio a Taranto: scatta lo sciopero di 24 ore anche a Genova. Appice (Rsu Fim Cisl): “Manutenzione a singhiozzo non è la soluzione"

Claudio Salamida, quarantasette anni, è precipitato dopo il cedimento di una griglia metallica. Da Cornigliano la denuncia: "Con cadenza quasi quotidiana registriamo all’interno dello stabilimento di Cornigliano situazioni critiche, adesso diciamo basta”

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Tragedia sul lavoro questa mattina nello stabilimento siderurgico di Taranto, dove un operaio di 47 anni, originario di Alberobello, ha perso la vita durante le attività di servizio. L’uomo stava effettuando un controllo tecnico all’interno dell’Acciaieria 2 quando, per cause ancora in fase di accertamento, è precipitato per diversi metri dopo il cedimento di una griglia metallica nella zona del convertitore 3.

I soccorsi sono intervenuti immediatamente, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile: le ferite riportate nella caduta sono state fatali. La vittima è Claudio Salamida, che lascia la moglie e un figlio piccolo. Intorno alla famiglia si è subito stretto il mondo metalmeccanico, mentre le autorità competenti hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità.

La morte dell’operaio ha provocato una reazione immediata da parte delle organizzazioni sindacali. Fim, Fiom e Uilm, insieme all’Usb, hanno proclamato 24 ore di sciopero a partire da subito, estendendo la mobilitazione a tutti gli stabilimenti del gruppo presenti sul territorio nazionale. Alla protesta hanno aderito anche i lavoratori del sito di Cornigliano, a Genova, che hanno espresso vicinanza alla famiglia di Salamida e rilanciato con forza la richiesta di interventi concreti e strutturali sul fronte della sicurezza.

A spiegare le ragioni dello sciopero e lo stato delle cose a Genova è Nicola Appice, coordinatore RSU Fim Cisl Liguria per l’ex Ilva di Cornigliano: “La previsione è di aver dato seguito al comunicato nazionale di 24 ore di sciopero, che da noi, per motivi organizzativi, è partito alle 13 di oggi per proseguire fino alla fine del terzo turno, quindi domattina alle 7”.

Un’iniziativa che nasce da uno shock profondo: “È una notizia che ci ha sconvolto. Un infortunio estremo in un sito importante come quello di Taranto ci mette tutti in allerta sulle condizioni di manutenzione degli impianti, che noi denunciamo da tantissimo tempo”.

Il tema, ribadisce Appice, è quello delle risorse e della continuità degli interventi: “Noi chiediamo che vengano dati più fondi per la sicurezza e per la manutenzione, perché oggi si sta cercando di fare qualcosa ma è sempre poco rispetto a ciò che abbiamo ereditato dalla gestione Mittal. Non possiamo colpevolizzare l’amministrazione straordinaria, però è ovvio che dobbiamo fare pressione affinché gli investimenti sulla manutenzione siano quotidiani”.

Il coordinatore Fim Cisl mette in guardia anche da scelte organizzative che, secondo il sindacato, aumentano i rischi: “Non dobbiamo mai abbassare la guardia per risparmiare sulle casse, né far fare cassa integrazione ai manutentori: insistiamo perché siano sempre presenti, anche per fare prevenzione. Alcuni episodi spiacevoli si verificano proprio perché a volte manca la prevenzione”.

E proprio la prevenzione, quando funziona, dimostra quanto sia decisiva. Appice porta un esempio recente: “La settimana scorsa la nostra squadra di manutenzione dei carri ponte si è accorta di un problema su un carro ponte, una cricca sulla carpenteria. Il mezzo è stato fermato immediatamente. A questo servono le prevenzioni: a prevenire infortuni”.

Nonostante ciò, il quadro resta preoccupante: “Ad oggi la situazione continua a rimanere pericolosa e ai lavoratori diciamo sempre di fermarsi prima di fare qualsiasi intervento, di riflettere, di chiamare gli uffici competenti per avere un occhio in più ed evitare qualsiasi episodio che possa portare a infortuni”. Anche a Cornigliano, sottolinea, le criticità non mancano: “Abbiamo denunciato da tempo la necessità di risorse per garantire la sicurezza degli impianti. Serve un intervento strutturato e pianificato a media scadenza: la manutenzione a singhiozzo non è la soluzione”.

Il sindacato denuncia inoltre come il tema delle condizioni aziendali torni spesso al centro dell’attenzione solo dopo una tragedia: “Questo non va bene. Noi lo ribadiamo quotidianamente. Mandiamo segnalazioni anche via Pec quando ci accorgiamo che non c’è la dovuta attenzione su determinate situazioni, come nel caso della cricca”. In quei casi, spiega Appice, l’azienda è intervenuta: “È stata stilata una pratica operativa temporanea per non interrompere il lavoro e noi abbiamo dovuto far rallentare e riflettere l’azienda su certi passaggi. Qui a Genova c’è cooperazione: quando segnaliamo, veniamo ascoltati. Se però notiamo cose che non ci convincono, ci fermiamo”.

Resta però un dato di fondo: “Ci sono situazioni che purtroppo non si riescono a constatare prima degli infortuni. Noi abbiamo anche un osservatorio degli infortuni, li analizziamo e mensilmente ci incontriamo per valutarli. Il fatto di Taranto ci ha colpito tutti e abbiamo deciso di dare un segnale proprio con questo sciopero di 24 ore”.

Federico Antonopulo

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