Un primo, concreto spiraglio per superare una situazione che da anni viene definita da più parti come insostenibile. In commissione comunale 5 Territorio si è tornati a parlare del futuro parcheggio per i bus a lunga percorrenza in via Fanti d’Italia, con l’ipotesi, ancora tutta da verificare, di utilizzare un’area Rfi a nord della rotonda, poco sopra l’attuale fermata.
A illustrarne i contorni è stato Filippo Bruzzone, capogruppo della Lista Silvia Salis Sindaca, proponente della commissione, che ha parlato apertamente di un cambio di passo rispetto al passato. “Si apre finalmente una possibilità di soluzione per gli autobus di via Fanti, con un dialogo per quanto difficile ma utile con Rfi per l’area a nord della rotonda”. Una proposta che, pur senza dettagli definitivi, viene considerata la prima vera alternativa dopo anni di interventi tampone: “È la prima proposta concreta per uscire da una situazione non particolarmente felice per chi prende un bus a lunga percorrenza”.
E ancora: "Da qui bisogna aggiornare a stretto giro la commissione di oggi - sottolinea il consigliere -. Ringrazio l’assessore Robotti per la disponibilità e il lavoro fin qui svolto. Al momento non ci sono altri dettagli perché è tutto da verificare con Rfi”. L’area individuata sarebbe quella “poco più sopra della rotonda". Ad oggi "’opzione che oggi ha più chance è l’interlocuzione con Rfi, a breve ci sarà un appuntamento, se ce la danno”.
Il quadro delle criticità, del resto, è noto da tempo e più volte denunciato anche in aula. “Ho chiesto la commissione perché oggi la gente attraversa in ogni dove, con valigie che volano, episodi di furti, nessuna pensilina. È il classico tappullo che va avanti da troppo tempo senza una soluzione”, ha aggiunto Bruzzone. Da qui l’idea di provare a costruire una vera stazione dei bus: “L'assessore alla mobilità Emilio Robotti poteva dire o così o niente, ma non possiamo privare la stazione Principe di una stazione bus ad alta percorrenza: così ci siamo fatti carico del problema"
La commissione, ha spiegato il capogruppo, tornerà sull’argomento con ulteriori audizioni. “Ci siamo lasciati così: lui si occuperà dell'interlocuzione, io disponibile ad aggiornare le commissioni. La consigliera Orlando aveva chiesto di udire le guide turistiche, ma prima ancora che turistico è un tema di mobilità”. Un percorso che coinvolgerà anche altri assessorati: “Faremo aggiornamenti con audizioni che avranno un taglio turistico con l’assessora Tiziana Beghin e urbanistico con Robotti, anche perché c’è il tema del progetto dei quattro assi che cambierà la viabilità. Oggi però si inizia a vedere una possibile soluzione”. Inoltre, sarà coinvolto anche il Municipio Centro Est, proprio con l’obiettivo di individuare spazi centrali in grado di rispondere ai requisiti richiesti.
"L’amministrazione è alla ricerca di uno spazio alternativo, ma si tratta di un’operazione complessa, con tempi al momento incerti. Sono diverse le ipotesi allo studio di Palazzo Tursi- ha spiegato Robotti- l’area di Brignole, la Stazione marittima, una zona in prossimità dell’aeroporto e l’area di Fiumara a Sampierdarena. Quella che al momento appare più idonea è però l’area interna alla stazione di Genova Principe, che potrebbe accogliere tra gli 8 e i 10 bus e rappresentare, anche in prospettiva, il primo passo verso la creazione di una vera e propria auto-stazione, soprattutto in vista di un auspicabile futuro collegamento con l’aeroporto". Su questa ipotesi, come già chiarito dal consigliere Bruzzone, l’assessore Robotti ha annunciato un prossimo incontro con RFI: "All’interno della stazione Principe esiste un parcheggio di proprietà di RFI. Dobbiamo verificare se vi sia la possibilità di utilizzarlo e se possieda le caratteristiche necessarie per consentire le manovre dei mezzi".
Una partita "complessa, dunque- ha concluso Robotti- ma che l’amministrazione intende affrontare per superare una situazione di criticità che si protrae da anni e dare finalmente a Genova un sistema più funzionale e decoroso per l’accoglienza dei bus e dei viaggiatori".
Il tema era già approdato in aula nei mesi scorsi. A settembre, rispondendo a un’interrogazione del consigliere comunale Pd Enrico Frigerio, l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti aveva spiegato che il Comune stava vagliando diverse opzioni, preferibilmente in una zona centrale. Una ricerca resa urgente da condizioni giudicate unanimemente critiche: spazi ristrettissimi per l’attesa dei passeggeri, costretti spesso a scendere in carreggiata per caricare i bagagli, assenza totale di pensiline, intralcio alla viabilità, scarsa visibilità per i pedoni, problemi di sicurezza e frequenti furti. Senza contare l’assenza di servizi essenziali per autisti e viaggiatori: come aveva ricordato Frigerio, “non c’è neanche un bar nelle vicinanze”.
Da qui la richiesta, sempre più pressante, di abbandonare soluzioni provvisorie e puntare a un vero terminal intermodale, con collegamenti rapidi a ferrovia, metropolitana e trasporto pubblico, e idealmente anche ad autostrade e aeroporto. Un nodo strategico non solo per chi viaggia, ma anche per l’immagine della città. Dopo anni di stallo, la partita sembra riaperta. Ora la parola passa alle verifiche tecniche e al confronto con Rfi.






