L'apertura della Casa di Comunità di Bolzaneto, nell’area ex Trucco, getta un’ombra di incertezza sul presidio sanitario di via Bonghi. La preoccupazione, sollevata da alcuni cittadini, è stata ripresa dal Pd in un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti alla Giunta.
"Nelle ultime settimane – spiega il Pd – sono emerse preoccupazioni tra cittadini, operatori sanitari e sociosanitari e amministratori locali circa il possibile ridimensionamento o la chiusura delle funzioni attualmente svolte nei locali di via Bonghi. Un’eventuale riduzione o chiusura di tali servizi rischierebbe di indebolire l’accessibilità ai servizi sanitari nel centro di Bolzaneto, con ricadute negative soprattutto per le fasce più fragili della popolazione".
I Dem pongono l’accento sul fatto che la Casa di Comunità, una di quelle previste dal PNRR, non debba porsi come una struttura sanitaria e sociosanitaria sostitutiva, ma aggiuntiva, per potenziare l’offerta assistenziale sul territorio.
"Chiediamo alla Giunta – conclude il Pd – quale sia il quadro complessivo di riorganizzazione del Distretto sociosanitario n. 10, finalizzato a integrare la nuova Casa di Comunità con il presidio di via Bonghi, assicurando un effettivo potenziamento dell’offerta sanitaria territoriale".
La preoccupazione del territorio è legata al rischio di un’eventuale chiusura dei locali: "Non vorremmo ritrovarci con una Casa di Comunità nuova e, al tempo stesso, con la chiusura di una struttura sul territorio che sta svolgendo un importante lavoro per il distretto. Oltre alla Casa di Comunità, chiediamo il mantenimento delle principali prestazioni sanitarie e sociosanitarie, perché riteniamo che, in coordinamento con la Casa di Comunità, rappresentino un elemento fondamentale per il territorio".
Una delle questioni, sollevate soprattutto dalle organizzazioni sindacali, è avere personale a sufficienza per gestire le nuove strutture previste dal PNRR, sia Case che Ospedali di Comunità.
Il quesito sulla struttura di via Bonghi e sulla nuova casa di Comunità a Bolzaneto è stato ribaltato dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, che ha posto la questione della sostenibilità di due strutture con funzioni simili a poca distanza l’una dall’altra.
"Il quesito potrebbe essere – ha risposto l'assessore Nicolò – se sia realmente necessario mantenere una struttura sociosanitaria non proprio moderna a una distanza di 500-600 metri da una struttura che invece ha una funzione di profilo più generale, su cinque piani e con una quantità di servizi maggiore e molto dettagliata. Possiamo dire: manteniamo entrambe, ma non so se, dal punto di vista della sostenibilità, una situazione del genere abbia una logica. Questo è un quesito a cui io personalmente, da medico e cittadino, vorrei dare una risposta che abbia un senso. Da assessore dico, vedremo nel momento in cui sarà operativa la Casa di Comunità di Bolzaneto, che sta andando avanti molto velocemente. In quel momento capiremo se varrà la pena mantenere due strutture".






