Attualità - 15 gennaio 2026, 17:39

Dipendente RCM licenziato, l'azienda diffida i sindacati e chiede la revoca dello sciopero: "False illazioni e soprusi, provvedimento per giusta causa”

"L’ingiustificato blocco del cantiere per un’intera giornata, inoltre, provocherebbe certamente danni, con conseguente lesione della libertà di impresa e gravissime ripercussioni sulla produttività del cantiere, oltre che enormi danni economici derivanti dal fermo delle lavorazioni"

Dipendente RCM licenziato, l'azienda diffida i sindacati e chiede la revoca dello sciopero: "False illazioni e soprusi, provvedimento per giusta causa”

Dopo la diffusione di notizie sul licenziamento di un dipendente nei cantieri RCM, l’azienda ha diffuso una replica ufficiale per chiarire la propria posizione. Di seguito il testo integrale della nota aziendale: 

Spett.li, con riferimento all’oggetto, con la presente si denuncia il gravissimo sopruso perpetrato ai danni della scrivente, destinataria di accuse ed illazioni del tutto false ed ingiustificate, contenute nel comunicato stampa diffuso dalla FILLEA CGIL di Genova in data 14 gennaio u.s., e sui quotidiani locali e nazionali, per le quali ci si riserva ogni conseguente azione legale a tutela dei diritti lesi.

Invero, il predetto comunicato riferisce falsamente che la scrivente RCM, azienda del settore edile che opera in appalto per il ribaltamento a mare di Fincantieri, avrebbe licenziato il delegato sindacale della Fillea Cgil per presunti ed inesistenti problemi legati alla sicurezza del cantiere. Trattasi di una notizia del tutto falsa e tesa in maniera inequivocabile da parte del lavoratore, licenziato per giusta causa, a precostituirsi degli elementi su cui fondare un giudizio di impugnativa del licenziamento.

Altrettanto falso è quanto pure riferito nel comunicato stampa in questione, che il lavoratore avrebbe già in passato segnalato le asserite problematiche di sicurezza, circostanza inventata come attestato dal fatto che nessun riscontro probatorio è stato fornito dallo stesso.

Gravissima e del tutto infondata è l’accusa rivolta alla RCM di aver licenziato il lavoratore poiché affetto da una grave patologia, in quanto, come ben noto alla FILLEA CGIL alla quale è stata notificata, a mezzo missiva contenente le reali ragioni del licenziamento, i motivi posti a base del provvedimento sono fondati esclusivamente sul venir meno del vincolo fiduciario con il dipendente, a seguito del grave comportamento tenuto dallo stesso in data 11.12.2025, fatti che sono stati oggetto di contestazione disciplinare. La FILLEA CGIL, pertanto, era perfettamente a conoscenza delle reali ragioni del licenziamento.

Inoltre, sia nel comunicato stampa del 14 gennaio 2026 che nei successivi articoli diffusi a mezzo stampa locale e nazionale, si riferisce la falsa notizia che il lavoratore licenziato avesse lamentato problemi di sicurezza relativi al cantiere di Sestri Ponente in Genova, mentre lo stesso era in forze presso il differente cantiere di Rio Molinassi. Tale circostanza conferma, al di là di ogni dubbio, l’infondatezza delle accuse, in quanto trattasi di cantieri di lavori del tutto diversi, con diversi committenti pubblici: il cantiere di Sestri Ponente è relativo alla commessa per la “Progettazione definitiva ed esecutiva e l’esecuzione dei lavori relativi all’adeguamento alle norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, nonché la razionalizzazione dell’accessibilità dell’area portuale industriale di Genova Sestri Ponente”, il cui Committente è l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, mentre il lavoratore era in forze presso il cantiere dei lavori di “Realizzazione della nuova calata ad uso cantieristica navale all’interno del Porto Petroli di Genova Sestri Ponente e sistemazione idraulica del Rio Molinassi, Lotto 1 I Stralcio. Lotto 2 II Stralcio Fase 2, Lotto 3”, il cui Committente è il Comune di Genova.

Va da sé che il minacciato blocco del cantiere di Sestri Ponente è oltremodo grave, in quanto oltre ad essere fondato su presupposti inesistenti, si riferisce ad un cantiere del tutto estraneo alla questione in oggetto.

Si evidenzia, poi, che poiché i lavori di cui si discute sono opere pubbliche, è ultroneo rilevare che i relativi cantieri siano normalmente soggetti a stringenti controlli e a vigilanza continua da parte della committenza pubblica e mai si è verificata alcuna problematica inerente la sicurezza nel cantiere ove era impiegato il dipendente, né in quello (diverso) di Sestri Ponente.

Pertanto, si ribadisce in questa sede che il provvedimento di licenziamento non ha assolutamente avuto come presupposto né le condizioni di salute dello stesso, né la sua adesione al sindacato, come impropriamente riportato nel comunicato stampa, ma si è basato su ragioni oggettive ed ampiamente giustificate che potranno essere eventualmente contestate dal lavoratore nelle opportune sedi giudiziarie, ma non certo attraverso la minaccia di illegittime attività di sciopero.

In considerazione di tutto quanto innanzi rilevato e ribadito, essendo palesemente false tutte le notizie e le illazioni diffuse a mezzo stampa dalla FILLEA CGIL, si chiede una rettifica ad horas di tali notizie false e la immediata revoca dello sciopero preannunciato per lunedì 19.01.2026 e del presidio presso i cancelli di ingresso del cantiere di Sestri Ponente, cantiere, si ripete, del tutto estraneo alla questione in oggetto.

Sul punto, si segnala l’illegittimità del blocco di un cantiere di lavori pubblici - per ragioni del tutto peregrine ed infondate - poiché il diritto di sciopero tutelato dall’art. 40 Cost. perde del tutto la sua giustificazione sociale se lo stesso si basa su premesse false. L’ingiustificato blocco del cantiere per un’intera giornata, inoltre, provocherebbe certamente danni, con conseguente lesione della libertà di impresa pure tutelata dall’art. 41 Cost. e gravissime ripercussioni sulla produttività del cantiere, oltre che enormi danni economici derivanti dal fermo delle lavorazioni.

Redazione

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