Politica - 16 gennaio 2026, 17:38

Deleghe rifiutate e tensioni nella maggioranza in Regione: Bozzano e Boitano pronti a lasciare Vince Liguria e Orgoglio Liguria

Non sarebbero serviti a nulla i tentativi di mediazione e di accordo tra i rappresentanti dei partiti di maggioranza; i due consiglieri si preparerebbero a entrare in un nuovo gruppo

Deleghe rifiutate e tensioni nella maggioranza in Regione: Bozzano e Boitano pronti a lasciare Vince Liguria e Orgoglio Liguria

Sarebbe vicina l’uscita di Alessandro Bozzano (Vince Liguria – Noi Moderati) e Giovanni Boitano (Orgoglio Liguria – Bucci Presidente) dai rispettivi gruppi consiliari per confluire in un nuovo gruppo.

La delega alla Cultura ad Alessandro Bozzano, consigliere e capogruppo, sarebbe stata un riconoscimento alle civiche di maggioranza presenti in Consiglio regionale, che non hanno alcuna rappresentanza in giunta. Con un consigliere delegato, seppur senza diritto di voto, alle civiche sarebbe stato riconosciuto il peso che hanno comunque avuto durante le elezioni a sostegno di Marco Bucci. Il presidente Bucci ha però preferito non assegnare le deleghe alla Cultura, ma quelle a Enti locali e Relazioni europee e internazionali, di cui è titolare, ricevendo un no da parte di Bozzano. Boitano non avrebbe invece approvato l'assessorato al leghista Alessio Piana.

Non sarebbero serviti a nulla i tentativi di mediazione e di accordo nelle varie riunioni che si sono susseguite nelle ultime settimane.

Bozzano manterrà, almeno per ancora un anno e mezzo, la presidenza della Commissione Affari Generali, Istituzionali e Bilancio, ruolo assunto a dicembre 2024. Secondo lo Statuto, infatti, i presidenti di Commissione non possono essere revocati o dimessi prima di metà mandato, ovvero due anni e mezzo dalla nomina.

Con l’uscita dei due consiglieri dagli attuali gruppi, il Consiglio regionale passerebbe dagli attuali 18 voti della maggioranza (17 consiglieri più quello della giunta) contro i 13 dell’opposizione, a un equilibrio di 16 contro 13, che potrebbe diventare 15 nel caso in cui Boitano e Bozzano non fossero d’accordo sugli atti proposti dalla giunta Bucci. In questo scenario Boitano e Bozzano diventerebbero l’ago della bilancia, mettendo a rischio l’approvazione degli atti di giunta: basterebbe l’assenza di un componente della maggioranza per complicare la situazione e rischiare di farla andare sotto. In base allo Statuto, infatti, in caso di parità di voti la proposta si intende non approvata.



 

Elena Romanato


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