Attualità - 19 gennaio 2026, 11:01

Terrorismo, il Riesame dice no: Hannoun resta in carcere

Respinta la richiesta di scarcerazione, la difesa valuta un ricorso in Cassazione. Tornano in libertà tre indagati

Il Tribunale del Riesame di Genova ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati del presidente dell’associazione dei Palestinesi in Italia Mohammad Hannoun. La decisione è arrivata dopo l’udienza di venerdì scorso.

Hannoun rimane quindi detenuto nel carcere di massima sicurezza di Terni, dove si trova in seguito a un primo periodo di detenzione a Marassi.
Gli avvocati Dario Rossi, Fabio Sommovigo ed Emanuele Tambuscio valutano “un ulteriore ricorso in Cassazione”.
Secondo quanto si apprende, il Riesame non ha reso note le motivazioni.

Hannoun è accusato di essere "un componente della organizzazione terroristica Hamas, secondo gli inquirenti ‘di vertice’”, ma anche di avere destinato, “nella raccolta di fondi indicata come avente fini umanitari per la popolazione palestinese, una parte rilevante (più del 71%) di tali fondi al finanziamento diretto di Hamas o di associazioni a essa collegate o da essa controllate".

L’accusa sostiene inoltre che avrebbe “concorso a versare, direttamente o indirettamente, all’organizzazione terroristica, a partire dall’ottobre 2001 e, fino alla data odierna, ma soprattutto a seguito degli eventi del 7 ottobre 2023, ingenti somme di denaro, pari a oltre 7,2 milioni di euro, sottraendoli alle finalità dichiarate e alle reali necessità della popolazione civile di Gaza”.

Durante l’udienza, Hannoun ha negato l’appartenenza ad Hamas, "illustrando le modalità con cui venivano acquistati e inviati beni destinati alla popolazione civile di Gaza”.

Oltre ad Hannoun, restano in carcere Yaser Mohamed Rmdan Elasaly, 51 anni, Riyad Adbelrahim Jaber Albustanjı, 60 anni e Ra’Ed Hussny Mousa Dawoud, 52 anni. Intanto, il Tribunale del Riesame di Genova ha accolto la richiesta di scarcerazione di tre degli arrestati nell'inchiesta. A tornare in libertà sono Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, 52 anni, Raed Al Salahat, 48 anni e Khalil Abu Deiah, 62 anni, difesi dagli avvocati Nicola Canestrini, Samuele Zucchini, Emanuele Tambuscio e Sandro Clementi. 

"Il Tribunale del Riesame di Genova - si legge in una nota diffusa dall'avvocato Nicola Canestrini - ha depositato oggi il dispositivo del provvedimento relativo all’indagine che coinvolge materiale fornito dalle autorità israeliane. Le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane. Dal dispositivo emerge una chiara vittoria sul piano dei principi: per alcuni indagati è stata disposta la scarcerazione, per altri la misura cautelare è stata confermata. In attesa delle motivazioni, pare tuttavia che il Tribunale abbia escluso l’utilizzabilità della cosiddetta 'battlefield evidence' di provenienza israeliana, segnando una netta presa di distanza dalla strumentalizzazione giudiziaria di materiali di intelligence militare. Per i profili residui, il Tribunale avrebbe ritenuto di poter valutare separatamente la sussistenza di indizi sulla base di fonti diverse".

"È un risultato importante: viene affermato che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra - commenta Canestrini -. La lotta al terrorismo va combattuta con le regole, non con scorciatoie. Sul resto attendiamo le motivazioni, ricordando che vale per tutti la presunzione di innocenza. La difesa continuerà a vigilare con rigorosa attenzione critica su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari, riservandosi ogni ulteriore valutazione dopo il deposito delle motivazioni".
 

Redazione