Quali sono gli strumenti di prevenzione e di azione che la Protezione civile genovese è pronta a mettere in campo in caso di terremoto o di maremoto? A questa, e altre domande, si è risposto con una mattinata dedicata alla presentazione del Piano di Protezione civile specifico per rischio sismico e di maremoto, un piano che negli ultimi tre anni ha visto un aggiornamento costante.
Questa mattina, in Salone di Rappresentanza, la direzione Protezione Civile, la direzione Urbanistica e i sistemi informativi del Comune di Genova hanno organizzato una giornata informativa alla presenza di esperti e tecnici che hanno illustrato le attività e le collaborazioni attivate nel corso degli ultimi anni, spiegandone le scelte progettuali e i vincoli normativi applicati nel corso dei lavori. A introdurre i lavori il segretario generale del Comune di Genova Pasquale Criscuolo, seguito dall’intervento dell’assessore alla Protezione civile, Massimo Ferrante.
«La storia della nostra città e del nostro paese - ha spiegato nel suo intervento l’assessore Ferrante - ci insegna che siamo vulnerabili alle forze della natura. Per questo diventa fondamentale giocare d’anticipo e mettere in atto politiche e strategie di prevenzione che possano tutelare la cittadinanza in caso di disastri naturali. Quando pensiamo a Genova viene naturale associare il pericolo al rischio idrogeologico, ma non dobbiamo dimenticarci che anche la Liguria è una zona sismica che in passato ha fatto registrare eventi importanti come il terremoto di Diano Marina del 1887 che causò importanti ripercussioni anche nella nostra città. Non possiamo prevenire i terremoti, ma grazie alla pianificazione e al rispetto delle normative in materia di costruzioni ed edilizia possiamo prevedere e prevenire gli effetti. A questo va unito un altro aspetto fondamentale: la cittadinanza deve farsi parte attiva e questo può succedere solo grazie a politiche di diffusione della cultura della prevenzione. Voglio ringraziare le direzioni che quotidianamente, dentro e fuori l’emergenza, lavorano spesso silenziosamente, ma incessantemente».
L’iniziativa di oggi si colloca nell’ambito di un ampio progetto di adeguamento della normativa sismica che la direzione Protezione Civile ha realizzato formulando una articolata proposta di studio per svolgere analisi di Microzonazione sismica di 1° livello sul proprio territorio, comprensive dell’analisi delle Condizioni Limite dell’Emergenza (CLE) dell’insediamento urbano, come definite da precisi criteri di redazione e standard di rappresentazione codificati dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Tale proposta ha consentito l’inserimento nella programmazione regionale a valere sui fondi finalizzati alla prevenzione del rischio sismico, con l’assegnazione di un contributo regionale pari a 40mila euro destinato alla direzione stessa.
Gli studi realizzati hanno permesso l’avvio di un percorso di revisione del vigente Schema Operativo per la gestione dell’Emergenza Sismica, in attuazione delle disposizioni normative contenute nel D.lgs. n.1/2018 (Codice della Protezione Civile) e delle indicazioni del Capo Dipartimento di Protezione Civile inerenti al Rischio Maremoto, avvalendosi del contributo scientifico fornito dall’Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita (DISTAV) per le analisi di Microzonazione Sismica e Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica e Ambientale (DICCA) per le attività di analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) e della definizione degli scenari di rischio sismico.
In particolare, la Direzione Urbanistica ha sviluppato la revisione degli studi di Microzonazione Sismica di livello 1 secondo le Linee guida e gli standard informatici nazionali nell’ambito dell’aggiornamento della disciplina geologica del Piano Urbanistico Comunale e la Direzione Sistemi Informativi ha svolto attività di supporto informatico nel rispetto dei criteri di redazione richiesti.
Le attività operative propedeutiche agli obiettivi finali hanno coinvolto un considerevole impiego di risorse umane tra le quali personale della Direzione Protezione Civile, dottorandi di ricerca, tirocinanti e laureandi in Tecnologie per l’Edilizia e il Territorio, e si sono svolte con una prima ricerca d'archivio presso il Comune, per raccogliere dati storici sugli edifici strategici e interferenti, e successivamente con sopralluoghi capillari organizzati secondo l’applicazione degli strumenti forniti dal metodo CLE, tra cui software e moduli dedicati progettati per valutare le vulnerabilità degli elementi (edifici strategici, edifici interferenti, connessioni strategiche, ecc.)
Per questo, l’innovazione della struttura dello Schema Operativo per i Rischi Sismico e Maremoto - Aggiornamento 2025 consiste, mediante i risultati degli studi di analisi delle Condizioni Limite dell’Emergenza (CLE) dell’insediamento urbano e la definizione degli scenari di danno associati all’evento sismico atteso, nella capacità del Sistema Comunale di protezione civile di rispondere all’evento sismico considerato in ciascuno scenario, evidenziando eventuali criticità del sistema già in fase di pianificazione, contrariamente al documento approvato nel 2011 che considerava solo la gestione dell’evento in atto.






