Cronaca - 20 gennaio 2026, 09:48

Canile nel mirino, mattinata di paura al Rifugio del Gazzo: “Urla, minacce e una pala usata per distruggere”

Un’ora di terrore per i volontari del Rifugio del Gazzo: “Siamo stati aggrediti dalla furia di un uomo in evidente stato di alterazione”. Danni ingenti alla struttura e all’auto di una volontaria. L'appello alla città: “Chiediamo aiuto per non prosciugare le poche risorse che abbiamo”

Foto Facebook Amici del cane - Rifugio del Gazzo

Foto Facebook Amici del cane - Rifugio del Gazzo

Una giornata iniziata nel peggiore dei modi, trasformata in un’ora di paura e tensione. È quanto raccontano i volontari del Il Rifugio del Gazzo, la struttura a Sestri Ponente in Salita Superiore Cataldi che si prende cura di cani e gatti, protagonisti loro malgrado di un grave episodio avvenuto ieri, lunedì 19 gennaio, e reso pubblico attraverso un post sui social.

Secondo quanto ricostruito dall’associazione, un uomo, descritto in evidente stato di alterazione, si è presentato al rifugio sostenendo che alcuni suoi cani fossero custoditi all’interno della struttura. Nonostante i tentativi di spiegare che si trattava di un errore, la situazione è rapidamente degenerata: urla, minacce e una violenta escalation culminata quando l’uomo ha impugnato una pala, accanendosi contro ciò che trovava davanti a sé.

Solo l’arrivo delle forze dell’ordine, dopo circa un’ora, ha permesso di riportare la calma. Fortunatamente nessuna delle persone presenti è rimasta ferita, ma i danni materiali sono ingenti: serrature forzate, luci distrutte, un pannello espositivo danneggiato e, soprattutto, la vettura di una volontaria, membro del consiglio e addetta alle adozioni, gravemente colpita.

A rendere l’episodio ancora più amaro, spiegano dal rifugio, è il fatto che i cani rivendicati dall’uomo non si trovavano affatto nella struttura: un mero errore che, però, ha avuto conseguenze pesanti. L’associazione ha annunciato che sporgerà denuncia, pur consapevole delle difficoltà nel ottenere un risarcimento, dato che l’uomo risulterebbe nullatenente.

Da qui l’appello pubblico: “Chiediamo aiuto per riuscire a riparare i danni nel minor tempo possibile e non dover attingere alle nostre già risicate risorse”, scrivono i volontari, che hanno diffuso anche le coordinate per chi volesse contribuire con una donazione.

Federico Antonopulo

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