Attualità - 27 gennaio 2026, 10:00

Sestri Ponente, sfratto rinviato per una famiglia con tre figli minori. Presidio davanti all'abitazione

Dopo la mobilitazione di sindacati e associazioni in via Catalani, l'esecuzione è stata posticipata al 4 marzo. Il Sunia: "Rifiutata la mediazione del Comune per morosità incolpevole"

Sestri Ponente, sfratto rinviato per una famiglia con tre figli minori. Presidio davanti all'abitazione

Questa mattina l’Ufficiale giudiziario della Corte d’Appello di Genova si è presentato in via Catalani, a Sestri Ponente, per eseguire uno sfratto nei confronti di una famiglia di origine bengalese composta da marito, moglie e tre figli minori di 5, 10 e 15 anni.
A darne notizia è Sunia Genova, che segnala come la vicenda sia il risultato di difficoltà economiche legate alla perdita del lavoro e alla gestione di un’attività commerciale. L’uomo, in passato impiegato da una ditta in appalto Fincantieri, dopo aver perso il lavoro aveva aperto un negozio di frutta e verdura, ma l’attività non ha garantito un reddito sufficiente, portando la famiglia all’impossibilità di pagare l’affitto.

Il Comune di Genova ha riconosciuto la condizione di morosità incolpevole e ha offerto alla proprietà un contributo risarcitorio, proposta che però sarebbe stata rifiutata. “È inconcepibile che nonostante la mediazione del Comune e il suo coinvolgimento in solido, la proprietà neghi ogni sorta di mediazione”, dichiara Bruno Manganaro, segretario generale di Sunia Genova. “Cercheremo in ogni modo di impedire questo sfratto, che è la conseguenza diretta dell’imbarbarimento che sta travolgendo il mondo del lavoro, dove non è permesso alcun tipo di fragilità”.

Davanti all’abitazione si è svolto un presidio con la partecipazione di rappresentanti di Sunia, GenovaSolidale, Spi Cgil Genova e Fiom Cgil. A seguito della mobilitazione, sempre secondo quanto riferito da Sunia, è arrivata la notizia del rinvio dello sfratto al 4 marzo.

“Bene il rinvio di un mese, ma non è la soluzione definitiva che deve essere trovata a tutela di tutti, ma soprattutto dei minori coinvolti”, conclude Manganaro.

Redazione

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