Genova ha commemorato questa mattina il 46° anniversario dell’uccisione del Tenente Colonnello Emanuele Tuttobene e dell’Appuntato Antonino Casu, trucidati il 25 gennaio 1980 da un commando delle Brigate Rosse. La cerimonia si è svolta al Comando Provinciale dei Carabinieri di Genova, dove sono state deposte due corone d’alloro in memoria dei militari dell’Arma, entrambi decorati di Medaglia d’Oro al Valore Civile.
Alla commemorazione hanno preso parte i familiari delle vittime, le massime autorità militari e civili e i vertici dell’Autorità giudiziaria, tra cui il Prefetto di Genova, il Governatore della Regione Liguria, il Comandante della Legione Carabinieri Liguria, il Procuratore Generale e il Procuratore Capo di Genova, il Questore e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Genova.
Momento particolarmente toccante è stato il contributo degli studenti del Liceo Sandro Pertini, che nei giorni scorsi avevano incontrato il dottor Mario Tuttobene, figlio dell’Ufficiale, insieme ai Carabinieri della Compagnia Genova Centro. I ragazzi hanno riflettuto sugli anni del terrorismo e sul clima di paura che segnò profondamente il Paese, sottolineando l’importanza di “comprendere le difficoltà e le sfide affrontate da chi ci ha preceduto” e ricordando come l’esempio dei due militari abbia insegnato loro che “la vera forza non è nella violenza, ma nel coraggio di difendere la libertà con la coerenza e con il rispetto della legge”.
Il Generale di Brigata Claudio Lunardo, Comandante della Legione Carabinieri Liguria, ha rivolto un ringraziamento ai familiari e alle autorità intervenute, evidenziando come il sacrificio dei due Carabinieri rappresenti ancora oggi una ferita profonda non solo per l’Arma, ma per l’intera città di Genova. Lo stesso Lunardo ha espresso apprezzamento per gli studenti del Pertini, capaci di cogliere pienamente il senso dell’impegno nella lotta al terrorismo, suscitando commozione tra i presenti.
Le motivazioni delle Medaglie d’Oro al Valore Civile ricordano la dedizione e il senso del dovere dei due militari. Per il Tenente Colonnello Emanuele Tuttobene si sottolinea come, “particolarmente impegnato nella lotta contro la criminalità eversiva”, avesse assolto i propri compiti “con responsabile impegno ed assoluta dedizione”, perseverando nella missione “pur consapevole dei gravissimi rischi personali”, fino a sacrificare la vita “ai più nobili ideali di giustizia ed elevato senso del dovere”.
Analogo riconoscimento per l’Appuntato Antonino Casu, descritto come militare che assolveva il servizio “con profonda dedizione e sereno sprezzo del pericolo” e che venne ucciso mentre, “con responsabile impegno, svolgeva il proprio servizio sacrificando la vita nell’adempimento del dovere”.






