Attualità - 29 gennaio 2026, 14:28

Edilizia, Genova regge ma il settore rallenta: “Finito l’effetto Pnrr serve un piano strutturale”

Occupati +2,6%, ma cresce il timore di un rallentamento nel 2026. Tafaria: “Serve continuare a vigilare”. De Luca: “Casa, rigenerazione urbana e dissesto idrogeologico priorità nazionali”

Edilizia, Genova regge ma il settore rallenta: “Finito l’effetto Pnrr serve un piano strutturale”

Il settore edile genovese tiene, ma il futuro preoccupa. È il messaggio che arriva dalla Filca Cisl, che ha fotografato lo stato di salute nel settore nel giorno in cui è stata inaugurata la nuova sede ligure in via XXV Aprile 4/2 a Genova, alla presenza del segretario generale Cisl Liguria Luca Maestripieri, del segretario generale Filca Cisl Liguria Andrea Tafaria e del segretario generale nazionale Filca Cisl Ottavio De Luca

Proprio Tafaria ha analizzato lo stato di salute dell’edilizia, illustrando i dati della Cassa Edile di Genova relativi ai primi nove mesi del 2025, confrontati con lo stesso periodo del 2024. 

Nei primi nove mesi del 2025, rispetto allo stesso periodo del 2024, gli occupati iscritti alla Cassa Edile passano da 14.629 a 15.010, con un incremento del 2,6%. Crescono anche le ore lavorate, da 14,49 milioni a 14,78 milioni (+1,99%), e la massa salari, che sale da 159,31 a 163,12 milioni di euro (+2,39%). Leggero aumento anche per le imprese attive, da 2.098 a 2.107 (+0,43%).

Quest’anno abbiamo tenuto come cassa salari, come masse salari, come operai e imprese, quindi come ore lavorate. Siamo al 2,70% in più dell’anno scorso”, sottolinea Tafaria. Ma subito dopo arriva il timore: “La nostra paura è che comunque il settore comincia ad avere un calo, anche perché lo vediamo: i cantieri, le opere del superbonus che già erano scemate, ma adesso stanno per terminare anche le opere del Pnrr”.

La corsa a chiudere i lavori finanziati con fondi europei sta già cambiando il volto dei cantieri. “Adesso - prosegue il segretario generale Filca Cisl Liguria - c’è una frenesia dalle imprese che devono correre a finire nei tempi previsti e per questo dobbiamo stare attenti”. Il sindacato, ribadisce ancora Tafaria, si dice disponibile a soluzioni organizzative straordinarie, anche sui turni, pur di portare a termine le opere, ma con una condizione chiara: non abbassare la guardia su sicurezza e diritti.

Proprio sulla sicurezza arriva una delle novità più rilevanti: l’introduzione del badge elettronico di cantiere. Dalla prossima settimana la Cassa Edile Genovese avvierà il sistema che interesserà circa 14mila addetti. Il dispositivo conterrà i dati utili ai controlli da parte di ispettorato del lavoro, Asl, Inps e Inail. L’obiettivo è contrastare il dumping contrattuale e il lavoro irregolare nei cantieri, dove operano anche lavoratori inquadrati con contratti diversi da quello edile. “Chi non ha il badge elettronico vuol dire che sta facendo dumping contrattuale”, viene spiegato, con la prospettiva di riportare tutti sotto il contratto corretto e ridurre anche il lavoro nero.

Ma il nodo principale resta politico e strategico. Per il sindacato servono scelte strutturali, non misure a termine. “Noi cosa vogliamo? Un lavoro stabile, un settore stabile”. Le direttrici indicate sono edilizia green, rigenerazione urbana, piano casa e soprattutto contrasto al dissesto idrogeologico. “Abbiamo un territorio fragile, dobbiamo intervenire per forza con fondi nazionali, europei, regionali”. Gli ultimi eventi meteo, tra l’Aurelia ad Arenzano e le criticità a Bogliasco, sono indicati come segnali di un’emergenza non più rinviabile.

Sul fronte abitativo, viene richiamato anche il nuovo piano casa, con 100 milioni in partenza in Liguria e tavoli già avviati con l’assessore regionale Marco Scajola, con l’obiettivo di partire dalle fasce più fragili. Parallelamente, la rigenerazione urbana viene vista come leva per ridare vita a borghi e centri storici e per creare lavoro stabile lungo tutta la filiera.

Un altro tema cruciale è quello generazionale. L’età media in cantiere è sempre più alta, “si parla già dei 50 anni in su”, e per questo si sta lavorando con le scuole edili per attrarre giovani in un settore che “non è più un lavoro di ripiego”, ma richiede competenze tecniche e capacità di usare mezzi sempre più tecnologici.

Sulla fase che si aprirà dopo il Pnrr interviene anche il segretario generale nazionale della Filca Cisl, Ottavio De Luca, che indica quattro priorità “Rigenerazione urbana, un piano casa efficiente, le infrastrutture, perché un Paese che non investe in infrastrutture è un Paese destinato a fallire, e poi un’altra questione importante che è di dominio pubblico oggi è il dissesto idrogeologico”. Secondo De Luca, risorse ingenti spese negli anni scorsi, come quelle del superbonus, “potevano essere indirizzate proprio verso questi problemi”, mentre oggi serve un quadro stabile e condiviso, anche attraverso il partenariato pubblico-privato.

Bisogna intervenire con decisione sulla rigenerazione urbana - sostiene De Luca - e sul piano casa anche con iniziative di partenariato pubblico-privato. E poi c’è la grande emergenza nazionale: la messa in sicurezza del territorio. Non dobbiamo aspettare nuove tragedie ma intervenire preventivamente contro il dissesto idrogeologico, un fenomeno che interessa gran parte del territorio nazionale e in particolare la Liguria. Inoltre bisogna favorire le azioni di riqualificazione delle aree urbane più fragili e complesse. Nei quartieri dove il bisogno è maggiore, infatti, gli interventi di rigenerazione risultano spesso impossibili: le condizioni sociali sono difficili”.

L’edilizia ha retto l’urto degli ultimi anni, ma ora - avverte il sindacato - servono scelte strutturali. Senza una programmazione su casa, infrastrutture, rigenerazione urbana e dissesto idrogeologico, il rischio è che i segnali positivi di oggi si trasformino in un rallentamento già a partire dal 2026.

Isabella Rizzitano

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