Politica - 29 gennaio 2026, 11:26

Piciocchi cerca il dialogo con la Giunta Salis: “Rapporti al minimo storico. Con Bucci c’era il dialogo nel backstage, ora solo disprezzo”

L’ex vicesindaco svela i retroscena della passata amministrazione: “Ci incontravamo di sera con l’opposizione per trovare intese, anche sulle nomine”. Poi l’affondo sulla sindaca: “Ci insulta chiamandoci ‘nani’ e ‘beceri’, cancellate proposte solo perché di centrodestra"

Piciocchi cerca il dialogo con la Giunta Salis: “Rapporti al minimo storico. Con Bucci c’era il dialogo nel backstage, ora solo disprezzo”

Il clima politico a Palazzo Tursi sembra aver raggiunto un punto di non ritorno. 

Almeno secondo l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi, già in giunta Bucci e ora tra le file dell’opposizione in Sala Rossa.

L’esponente di Vince Genova, attraverso un lungo post sulla sua pagina Facebook lancia l’accusa alla sindaca Silvia Salis, analizzando il presunto deterioramento dei rapporti tra maggioranza e minoranza.

“I rapporti tra la maggioranza e l'opposizione in Consiglio comunale non sono mai stati ad un livello così basso: lo dico con rammarico e senza scaricare le responsabilità su una sola parte politica perché una buona dialettica e il rispetto tra queste due componenti è il sale della democrazia delle nostre istituzioni e rende più efficace il lavoro comune al servizio della Città”.

L’ex vicesindaco svela un dettaglio finora inedito sulla gestione della precedente amministrazione, raccontando di una prassi di dialogo costante che avveniva lontano dai riflettori. Ai tempi del sindaco Bucci, secondo quanto riferito da Piciocchi, era consuetudine incontrare riservatamente, spesso in orario serale, i referenti dei partiti di opposizione. In quegli spazi di "decompressione", liberi dai condizionamenti mediatici, le parti si confrontavano sui grandi temi della città cercando punti di convergenza.

“Avevamo instaurato la prassi di incontrarci riservatamente - racconta Piciocchi -, e per lo più in orario serale, con alcuni tra i più importanti referenti dei partiti di opposizione. Erano dialoghi fuori dai riflettori in cui, con libertà e moderazione, ci confrontavamo sui grandi temi della Città, discutendo le nostre divergenze e, quando possibile, cercando punti di convergenza. Posso anche testimoniare che in quelle occasioni alcuni di quei maggiorenti venivano a chiedere nomine in enti partecipati a favore di persone di loro fiducia. Cosa che, in linea generale, non trovavo affatto sbagliata, sempre che le proposte si riferissero a persone di valore, come in effetti accadeva. Non ho nessuna difficoltà a riconoscerlo. Spero che alcuni tra i principali detrattori del centro destra, attuali aspri critici dell'allora Sindaco, oggi Presidente di Regione, non si affrettino a negare questi fatti perché potrei smentirli con agende alla mano, dimostrandone la partecipazione ai tavoli. Ciò che voglio dirvi è che, al di là degli scontri in Sala Rossa, dove ognuno interpretava il suo ruolo talvolta in modo anche eclatante, c'era un dialogo nel backstage che in alcuni casi aveva portato anche ad accogliere proposte ragionevoli dell'opposizione, consentendo alla stessa di attribuirsene i meriti”. 

Il quadro attuale descritto da Piciocchi è di segno opposto. Con l’avvento della Giunta guidata da Silvia Salis, quella dimensione di confronto sarebbe completamente sparita. Nonostante la vittoria elettorale, l’attuale guida cittadina avrebbe scelto la via della contrapposizione frontale, facendo "piazza pulita" di tutto ciò che era stato costruito e allontanando figure tecniche di valore dalle realtà comunali.

“La sistematica delegittimazione morale di chi viene considerato avversario politico, nonostante la retorica su ascolto e partecipazione, è divenuta una costante nell'atteggiamento della prima cittadina che, senza mezze misure e distinguo, in questi mesi ci ha pubblicamente apostrofati come ‘nani’, ‘ignoranti’, ‘beceri’, ‘populisti’, e potrei continuare con i complimenti. Alcuni dossier - eclatante il caso di AMT - sono stati branditi fin dall'inizio come una clava per demonizzare agli occhi dell'opinione pubblica l'opposizione politica, peraltro causando gravi danni all’azienda”.

Un atteggiamento che, secondo l'ex vicesindaco, si riflette anche nell'attività amministrativa quotidiana. Viene citato l'esempio della consigliera Anna Orlando, il cui documento è stato respinto dalla Giunta nonostante un'ampia convergenza iniziale, con l'unica colpa di essere stato proposto da una rappresentante del centrodestra.

“In questi mesi, in definitiva, ho veramente percepito l'assenza di qualsiasi interesse ad instaurare un dialogo con l'opposizione, che pure rappresenta un buon 44% di genovesi, considerata come un fastidioso ingombro, approcciata prevalentemente con disprezzo manifesto e senso di superiorità.

Pubblico questa foto che immortala un bel momento di incontro: la stessa, tuttavia, risale ai tempi della campagna elettorale perché dopo non è più stato possibile alcun approccio. Voglio chiarire, in conclusione, che noi non siamo contro la Sindaca e la Giunta e che, come testimoniano i tanti documenti costruttivi che portiamo all'attenzione dell'aula, la nostra volontà è solo quella di contribuire, anche attraverso i mezzi di una dialettica critica, alla costruzione del futuro della nostra Città”.

I.R. - C.O.


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