Politica - 31 gennaio 2026, 14:36

Salis da Roma per l'incontro coi moderati di Primavera: “Governo totale fallimento su sicurezza e tasse. Servono risorse, non spot”

Alla convention la sindaca di Genova critica Meloni su pressione fiscale e politiche per le città: "Scaricano tutto sui sindaci". E sul centrosinistra: “Uniti possiamo vincere"

Salis da Roma per l'incontro coi moderati di Primavera: “Governo totale fallimento su sicurezza e tasse. Servono risorse, non spot”

“Quale è il punto di forza del governo Meloni? Possono sicuramente avere creato un sistema di comunicazione per il quale non vengono mai messi in discussione, ma non si rapportano con i gironalisti, non c'è mai una contro domanda alla loro narrazione ufficiale, quindi questo è sicuramente stato un punto di forza, cioè il loro metodo è dire una cosa e non essere messi in discussione perché non si mettono in posizione di essere messi in discussione”.

Non usa giri di parole la sindaca di Genova Silvia Salis, questa mattina a Roma per la Convention di Primavera dell’ex Ministro Vincenzo Spadafora, organizzata nel salone delle Colonne all'EUR. Parlando con i cronisti e intervenendo nel corso dell’appuntamento, Salis ha tracciato un giudizio netto sull’operativo dell’esecutivo.

Male sicurezza, pressione fiscale e politiche sociali.

“Il punto di debolezza - ha detto Salis - è sotto gli occhi di tutti, la pressione fiscale, il loro fallimento totale sulla sicurezza e poi un approccio ai problemi che ormai è molto distante dalla vita reale delle persone, dal loro potere di acquisto dei salari, dalla situazione dell'istruzione, della sanità. Milioni di persone non si curano più in questo paese”.

Già in passato la Prima Cittadina si era espressa sul tema della sicurezza, tema su cui continua a insistere, contestando il metodo del Governo Meloni: “In modo incredibilmente schizofrenico ci viene raccontato che la sicurezza in Italia va benissimo, è miglioratissima, anche se tutto questo è smentito dai dati, a partire dal Sole 24 ore, ma anche dalla realtà che vediamo tutti i giorni, perché la sicurezza è tremenda nelle grandi città”.

Secondo Salis, il peso ricade eccessivamente sui Comuni: “Viene scaricato tutto sulle spalle dei sindaci. Questo è molto comodo perché la nostra classe dirigente in Italia, la classe progressista, guida praticamente tutte le grandi città con poche esclusioni. La tecnica di questo governo, in generale della destra, è cercare sempre un nuovo nemico per spaventare, sottraendosi a quelle che sono le proprie responsabilità”.

Ma se da un lato il quadro tratteggiato illustra una realtà ben lontana dalla narrazione, Salis non si tira indietro a proporre soluzioni: “Non servirebbe un pacchetto di nuovi decreti: spot per cercare dei titoli sui giornali, ma servirebbe un bel pacchetto di risorse per la sicurezza, per la polizia, per i mezzi della polizia, per le forze dell’ordine in generale. Il pacchetto che servirebbe sulla sicurezza non sono spot e titoloni per cercare un nuovo nemico, una nuova soluzione tampone che poi non ha nessune effetto sulla realtà, ma politiche di sicurezza, di progetti sociali che sviluppino integrazione. Queste sono cose molto complesse per la destra da dire, molto più facile da dire: ‘Facciamo una bella stretta sui coltelli’. Cosa significa? In cosa si traduce? Qual è l’effetto reale? Multare i genitori dei ragazzini che delinquono? Si aggiunge emarginazione a situazioni che sono già probabilmente disperate. Ma che tipo di governo è uno che dà una soluzione di questo genere?".

Dalla politica nazionale al quadro del centrosinistra, Salis ha rilanciato il tema dell’unità: “Dove si sceglie di stare insieme, di unire il campo progressista, io mi sento a casa. Chi vuole invece difendere elementi identitari imbocca una strada in discesa verso l’irrilevanza”.

E sulle prossime sfide elettorali: “Un progetto che da un messaggio giusto alla nostra grande coalizione progressista. Abbiamo davanti a noi una grande opportunità: uniti possiamo vincere e non dico solo le elezioni, ma le sfide del nostro Paese. Noi sappiamo amministrare, guidiamo tutte le grandi città. Non ci danno fastidio i giornalisti, i magistrati, non ci da fastidio la costituzione. Il nostro modello è opposto a quello della destra”.

I.R.


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