Negli enti del Ministero della Cultura di Genova e della Liguria la carenza di personale ha raggiunto "livelli ormai insostenibili, con organici ridotti dal 35% al 50%". Una situazione che, secondo i sindacati, mette seriamente "a rischio l’apertura dei musei, la sicurezza dei luoghi della cultura e il funzionamento di biblioteche, archivi e soprintendenze". A lanciare l’allarme sono Fp Cgil e Usb Pi, che questa mattina hanno organizzato un presidio di protesta davanti a Palazzo Reale, nel centro di Genova. Una mobilitazione per denunciare una crisi che, spiegano, non è più rinviabile.
“Siamo in piazza per denunciare anni di tagli e scelte locali sbagliate e per rivendicare diritti, dignità e il pieno riconoscimento delle professionalità che garantiscono la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale pubblico”, affermano i sindacati, puntando il dito contro politiche che nel tempo hanno svuotato gli organici e aggravato le condizioni di lavoro.
La richiesta è netta: “Chiediamo assunzioni stabili e immediate, lo stop alle esternalizzazioni e investimenti concreti su sicurezza, sedi e condizioni di lavoro, contro lo smantellamento del servizio pubblico culturale”. Senza un intervento rapido, avvertono Fp Cgil e Usb Pi, il rischio è che il sistema culturale pubblico non riesca più a garantire servizi essenziali a cittadini e visitatori.
Il presidio davanti a Palazzo Reale diventa così il simbolo di una vertenza più ampia, che riguarda non solo i lavoratori del settore ma l’intero patrimonio culturale del territorio, sempre più esposto alle conseguenze di una carenza strutturale di personale.






