Il Consiglio Comunale ha omaggiato Gilberto Salmoni, l’ultimo sopravvissuto a Buchenwald, scomparso domenica 1 febbraio, all’età di 98 anni. Proponendo il minuti di silenzio in memoria di Salmoni, il presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa ha ripercorso le tappe di un cammino che ha attraversato l’inferno dei lager e che si è fatto custode della memoria per raccontare quegli orrori alle nuove generazioni.
Durante la seduta del 3 febbraio 2026, è stato ripercorso il cammino di un uomo che, dopo aver attraversato l'inferno dei lager, ha saputo farsi "custode della memoria" per le nuove generazioni. La storia di Salmoni è segnata dal tragico strappo del 1944 quando, a soli 16 anni, fu arrestato con la famiglia a Bormio e successivamente deportato nel lager di Buchenwald insieme al fratello Renato. Mentre i genitori e la sorella Dora trovavano la morte ad Auschwitz, Gilberto sopravvisse grazie alla propria determinazione e alla solidarietà dei compagni di prigionia, venendo infine liberato dall'esercito americano nell'aprile del 1945.
Al rientro a Genova, Salmoni non si è lasciato schiacciare dal dolore, ma ha voluto costruire un "nuovo inizio" con straordinaria tenacia: due lauree, in ingegneria e psicologia, e la carriera professionale che si è affiancata all’impegno civile incessante come presidente della sezione ligure dell’ANED. Villa ha ricordato come Salmoni sia stato capace di raccontare l'orrore dei campi di sterminio con una "sobrietà rara", evitando ogni indulgenza nella retorica.
Citando le parole della sindaca Silvia Salis, il presidente del Consiglio Comunale ha ribadito che la vita di Gilberto Salmoni continuerà a indicare alla città "la parte giusta della storia", ovvero quella che rifiuta ogni compromesso con l'odio e l’indifferenza senza rimanere in silenzio davanti alle nuove forme di discriminazione.






