È un consuntivo che ha luci e ombre quello presentato oggi dalla Polizia Locale alla presenza dell’assessora Arianna Viscogliosi e del comandante Fabio Manzo.
Luci che mettono in risalto il maggior numero di pattuglie su strada, l’impegno quotidiano per contrastare i comportamenti di degrado in città e i reati, non solo alla guida.
Ombre che si allungano sulla sicurezza stradale, con il numero di incidenti mortali in aumento e con 19 vittime.
Dai dati presentati da Viscogliosi emerge l’immagine della Polizia Locale sempre più orientata alla prossimità, alla prevenzione e al presidio costante del territorio, con risultati significativi sia sul fronte della sicurezza urbana sia su quello della sicurezza stradale.
Uno dei dati più rilevanti riguarda l’evoluzione delle modalità di contatto con la Polizia Locale. A fronte di una diminuzione delle richieste provenienti dal numero unico di emergenza 112, aumentano infatti i contatti diretti.
Gli accessi ai front office sono stati 16.437 con un aumento di 6.737, mentre 6.431 segnalazioni sono arrivate tramite “Segnalaci” (+777)
Un cambiamento che viene letto come segnale di maggiore fiducia e di un rapporto più diretto e consapevole tra cittadini e agenti.
“Le segnalazioni che avvengono al NUE 112 sono diminuite in questo periodo temporale mentre sono aumentate le segnalazioni ai referenti dei distretti della Polizia Locale”, spiega l’assessora alla Polizia Locale Arianna Viscogliosi. “Questo è un dato interessante. Il fatto che siano aumentate le segnalazioni diretta significa che il lavoro di investimento sul territorio di prossimità da i suoi frutti. I cittadini sono proattivi e questo vuol dire che si è creato e consolidato un rapporto di fiducia”.
Nel 2025 sono state impiegate 78.942 pattuglie in servizio esterno, quasi 10.000 in più rispetto all’anno precedente, con una media di 216 pattuglie al giorno.
Un aumento sia nei servizi motorizzati sia in quelli appiedati, soprattutto nei quartieri e nelle aree sensibili. L’obiettivo è quello di garantire un presidio costante, una conoscenza del territorio e un intervento tempestivo sui fenomeni di degrado.
A questi si aggiungono i servizi sperimentali su bus e metropolitana con la campagna “Sicurezza in movimento”, che già nel primo mese ha dato riscontri positivi in termini di prevenzione, controllo e percezione di sicurezza per passeggeri e autisti.
Il quadro dell’incidentalità è in chiaroscuro. Diminuisce in totale il numero di incidenti rispetto al 2024, ma aumentano i sinistri mortali che nel 2025 sono stati 19. Il dato più critico riguarda gli investimenti di pedoni, 10 lo scorso anno, che rappresentano la quota principale di mortalità.
“Sul fronte della sicurezza stradale, i dati sono in chiaroscuro - afferma il comandante Manzo -: da un lato abbiamo una riduzione dell’incidentalità complessiva, ma dall’altro lato abbiamo purtroppo avuto un incremento degli incidenti mortali. Sono dati da cui dobbiamo partire per mettere in campo ulteriori attività di prevenzione sul territorio, garantendo sempre più presenza e visibilità: nel 2026 il nostro obiettivo è di migliorare i risultati continuando a lavorare su azioni preventive, per garantire sicurezza sia ai pedoni che ai guidatori attraverso azioni mirate e campagne informative volte a sensibilizzare gli utenti della strada”.
Dall’analisi emerge che molte cause restano legate a velocità non adeguata, inosservanza della segnaletica, mancata precedenza ai pedoni, ma anche comportamenti scorretti di chi attraversa. Una parte degli investimenti mortali ha coinvolto persone anziane, in alcuni casi fuori dagli attraversamenti, in altri sulle strisce. Per questo il 2026 sarà l’anno delle campagne mirate sia verso i conducenti - rallentare, fermarsi con pedone visibile, adeguare la velocità al contesto - sia verso i pedoni, chiamati a usare correttamente gli attraversamenti e a rispettare i semafori.
Sul fronte della guida in stato di ebbrezza il trend è opposto: aumentano i controlli su strada, ma diminuiscono i casi accertati. Un risultato collegato anche alle attività di prevenzione come il progetto “Estate Sicura”, che ha portato alcoltest volontari nei luoghi della movida e nelle serate di maggiore aggregazione giovanile. L’approccio non è solo repressivo, ma educativo.
Nel complesso le sanzioni del Codice della strada diminuiscono rispetto all’anno precedente, sia come numero sia come valore economico totale. Le violazioni più frequenti restano eccesso di velocità, soste irregolari, semafori, mancata revisione e assicurazione, uso dello smartphone alla guida e mancata precedenza ai pedoni. Per il comando, il calo è collegato proprio alla maggiore presenza visibile, che funziona da deterrente.
Il 2025 segna anche il rafforzamento del ruolo della Polizia Locale nella sicurezza urbana, con nuovi assetti condivisi con Prefettura e forze dell’ordine. Nel centro storico - da Pré alla Maddalena, passando per la zona della Darsena e via Gramsci - si punta su presidi mirati e conoscenza capillare delle dinamiche locali, con contrasto a spaccio, degrado e abbandono rifiuti.
Importante anche il lavoro del Nucleo Fasce Deboli, che nel 2025 registra un aumento delle pratiche trattate, delle persone indagate e delle misure cautelari adottate, segno di un rafforzamento della tutela delle vittime di violenza di genere.
Sul fronte ambientale e commerciale proseguono controlli e sanzioni per abbandono rifiuti, veicoli in stato di abbandono e violazioni nel commercio, inclusa la vendita di alcol ai minori.
Continua anche l’impegno nelle scuole: nel 2025 l’educazione stradale ha coinvolto 44 istituti e oltre 4.300 studenti, confermando il ruolo educativo della Polizia Locale accanto a quello di controllo.
Il messaggio che emerge dal consuntivo è chiaro: più presenza, più ascolto, più prevenzione. Ma il dato sugli incidenti mortali, in particolare quelli che coinvolgono pedoni, resta la sfida aperta per il 2026. L’obiettivo dichiarato è costruire una responsabilità condivisa tra chi guida e chi cammina, per trasformare la sicurezza in una cultura quotidiana, non solo in un insieme di regole.






