Attualità - 05 febbraio 2026, 18:52

Palmaro, arrivano le barriere antirumore sotto il viadotto autostradale: ci sono voluti quarant’anni di battaglie

Risultato storico raggiunto dal Comitato Palmaro, che ha condotto Autostrade a un accordo negoziale dopo una delicata trattativa. A breve partirà la progettazione per isolare finalmente via Sanremo e via Bordighera

Dopo quarant’anni di battaglie i cittadini di via Bordighera e di via Sanremo, nel sestiere di Palmaro (nel ponente della città), hanno finalmente ottenuto da Autostrade la garanzia di un progetto e di una futura installazione di barriere a protezione delle loro abitazioni, che si trovano a pochissimi metri dal transito dell’autostrada A10

Il tratto compreso fra l’ingresso del casello autostradale di Genova Pra’, in direzione levante, e la zona di via Branega è da tempo interessato da due ordini di problemi: le barriere fonoassorbenti che mancano nella parte superiore (è il viadotto Palmaro, dove sono state smontate in quanto non conformi, come in tante altre parti della città dove ci sono analoghe vertenze); le barriere fonoassorbenti che non sono mai state predisposte nella parte inferiore. 

Ed è proprio su queste che si è concentrata l’attenzione, a cominciare dagli anni Ottanta, dei residenti di Palmaro. Si è andati avanti per decenni e poi, in tempi più recenti, si è riusciti a intavolare quel dialogo che mai era stato possibile prima e che adesso - meglio tardi che mai - ha condotto al risultato tanto atteso. 

Ad annunciare il lieto fine è il Comitato Palmaro, controparte ufficiale rispetto ad Autostrade: “Siamo lieti di comunicare che, a seguito di una complessa trattativa che ha visto proficuamente coinvolta Autostrade per l’Italia spa e lo stesso Comitato appoggiato da un nutrito gruppo di cittadini, è stata trovata l’intesa che pone termine alla vicenda connessa alle immissioni rumorose da traffico veicolare, lamentate dai residenti lungo il tratto di A10 a ridosso del viadotto Palmaro”.

Il Comitato, presieduto da Roberto Di Somma e con il supporto tecnico del professor Paolo Cavalletti, ha infatti chiesto ad Autostrade “di implementare il progetto di intervento di mitigazione già sviluppato in base alle norme tecniche vigenti e che, alla luce del confronto con il Comitato, è stato integrato da alcune ulteriori previsioni, per garantire una protezione ancor più efficace. Per questo scopo, in rappresentanza di circa 150 cittadini e con l’assistenza degli avvocati Santo Durelli e Laura Briasco di Genova, proprio il Comitato ha intrapreso un procedimento di mediazione al quale Autostrade, assistita dall’avvocato Giovanni Santià di Bologna, ha ritenuto di aderire a scopo conciliativo”. 

L’accordo, come spiegano le parti, è stato sottoscritto “innanzi all’organismo di mediazione Aequitas Adr di Genova, con il mediatore l’avvocato Andrea Quaglini. Adesso, “Autostrade si appresta a dare inizio all’iter che porterà all’esecuzione dei lavori, con profonda soddisfazione da parte del Comitato Palmaro”. 

Oltre a Roberto Di Somma, un grande ruolo nella battaglia è stato condotto dalla vicepresidente Cristina Brenta, da Rosa Angela Filiberti e da tanti personaggi chiave del quartiere che non ci sono più: l’ex assessora municipale Maria Rosa Morlé, lo storico presidente del Comitato Palmaro, Pasquale Michelini, oltre a quel Franco Viditz, residente nella zona, che fu il primissimo a chiedere giustizia e tutele. Tutele che ora sono nero su bianco. 

A complimentarsi per questo importantissimo risultato è anche il presidente del Municipio VII PonenteMatteo Frulio“Merito di chi nei decenni si è speso per questa battaglia. Mi piacerebbe ricordare - all’epoca ero un ragazzino ed ero nei Comitati del Ponente - Rosa Morlè, Michelini, Nacini e Viditz che si sono fatti carico e portavoce dei problemi del quartiere come cittadini e un grande grazie va ai Comitati di oggi. Il Municipio ha partecipato agli incontri con Autostrade e con il direttore di tronco, con il quale è prevista una nuova riunione a febbraio, spingendo con forza alla risoluzione del problema. Questo risultato è il frutto di chi in questi anni ha messo tassello su tassello su una partita non facile. Anche se è paradossale lottare così tanto per dei diritti fondamentali come questo. La burocrazia non aiuta. La buona volontà delle persone ha avuto però la meglio”.

Nel frattempo, nei giorni scorsi a Palazzo Tursi Aspi ha aggiornato l’amministrazione sui lavori di sostituzione di tutte quelle barriere considerate non omologate. Il piano di risanamento sulle tratte di competenza prevede interventi strutturali per 30,4 km, di cui una prima fase di 28,7 km è stata già completata. Attualmente Aspi sta intervenendo sui restanti 1,7 km che comprendono due maxi lotti: sull’autostrada A10, in area di Pra’ Palmaro, è in corso la sostituzione delle barriere integrate esistenti sul viadotto Palmaro. Sull’autostrada A7, in carreggiata Nord, è stato completato il progetto esecutivo del ‘Macrointervento 10’ per l’installazione di circa 600 metri di nuove barriere antirumore, nella zona compresa tra Garbo e Rivarolo. Sono inoltre in corso gli interventi di riqualifica delle barriere integrate su 14,6 km di rete. Su 11,7 km di questi, gli interventi sono stati completati o sono in dirittura d’arrivo.

Alberto Bruzzone

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