Politica - 06 febbraio 2026, 11:45

Ex Ilva, sindacati auditi in Regione: “Attendiamo di essere convocati a Palazzo Chigi come richiesto da mesi"

In commissione attività produttive il punto sulla vertenza. Il Pd: "Agli impegni annunciati dal ministro Urso continuano a non corrispondere atti concreti, tempi certi e un percorso definito"

Ex Ilva, sindacati auditi in Regione: “Attendiamo di essere convocati a Palazzo Chigi come richiesto da mesi"

Nessun passo avanti concreto e molte incognite ancora aperte. È il quadro emerso dall’audizione delle organizzazioni sindacali in commissione Attività produttive della Regione Liguria sulla vertenza dell’ex Ilva di Cornigliano.

Al termine dell’incontro, i consiglieri regionali del Gruppo PD Liguria hanno parlato di un messaggio “fortemente allarmante” arrivato dai sindacati, denunciando l’assenza di risposte operative da parte del Governo. Secondo i dem, agli impegni annunciati dal ministro Adolfo Urso non sono seguiti atti concreti, tempi certi né un percorso definito sul futuro industriale del sito genovese.

Le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori "non hanno trovato risposte e le incertezze restano tutte aperte”, sottolinea il Gruppo PD, ricordando come dopo le mobilitazioni di dicembre manchino ancora indicazioni chiare su prospettive industriali, ruolo dello Stato e transizione del sito. Particolarmente critico, secondo i consiglieri regionali, il nodo delle commesse e dei rifornimenti a partire dal mese di marzo, elemento ritenuto decisivo per garantire continuità produttiva e tutela dell’occupazione.

Siamo stati invitati per rappresentare la situazione in corso e come la vediamo. Abbiamo fatto un quadro generale, soffermandoci sulle criticità che più ci preoccupano, dalla sicurezza, anche alla luce di quanto accaduto a Taranto,  alle bonifiche e agli investimenti”, afferma Nicola Appice (Rsu Fim Cisl), che ha spiegato il senso dell’incontro e lo stato di preoccupazione tra i lavoratori

Appice ha chiarito che al momento non è in corso uno stato di agitazione, ma l’allerta resta alta: “Siamo in stato d’allarme, non di agitazione, perché dobbiamo attendere le decisioni sulla vendita. C’è preoccupazione, ed è normale, perché non c’è una rassicurazione sul fatto che il personale Ilva venga gestito e ricollocato. Dobbiamo capire cosa succederà con chi non sarà ricollocabile”.

Nel mirino dei sindacati anche il mancato confronto diretto con l’Esecutivo: “Il Governo non ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi come richiesto da mesi. Riceviamo informazioni dai giornali senza avere riscontri in tavoli dove non siamo presenti”. Tra le incognite segnalate c’è inoltre quella legata agli approvvigionamenti: “Se non arrivano i rotoli da Taranto, rischiamo di non lavorare”, ha aggiunto Appice, sottolineando come questo incontro abbia il merito di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza. 

Sul tavolo resta intanto il percorso avviato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo scorso 31 gennaio è stato conferito mandato ai commissari straordinari di Ilva e di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria per dare corso alla negoziazione in vista della cessione del complesso siderurgico a Flacks Group, nel rispetto delle procedure previste dall’articolo 47 della legge 428 del 1990 e delle consultazioni sindacali.

Un passaggio che, secondo il Gruppo PD Liguria, non può però sostituire una strategia industriale chiara e trasparente: “Il futuro di Cornigliano e la tutela dell’occupazione non possono essere affidati a dichiarazioni di principio. Servono decisioni rapide, responsabilità politica e una programmazione industriale con un ruolo diretto dello Stato nella guida della transizione”.

F.A


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