Nessun rischio per il riconoscimento IRCCS dell’ospedale San Martino. Lo ha chiarito Massimo Nicolò, assessore alla Sanità della Regione Liguria, intervenendo a margine della conferenza stampa sulla campagna vaccinale antinfluenzale, in merito alle osservazioni del Ministero della Salute sulla recente riforma sanitaria regionale.
"La legge è complessa e molto dettagliata, tocca molti ambiti tecnici: è normale che il Ministero faccia osservazioni - ha spiegato Nicolò -. Ho incontrato a Roma il ministro della Salute, il suo capo di gabinetto e la dottoressa Campitiello, direttore generale degli IRCCS, e ho ricevuto ampie rassicurazioni. Stiamo solo limando alcuni dettagli, ad esempio sui compensi dei direttori, ma ribadisco: non c’è alcun rischio di perdere il riconoscimento IRCCS per San Martino. Sarebbe un problema reale, ma non accadrà”.
Il Ministero aveva avanzato alcune osservazioni: in primo luogo, gli stipendi dei nuovi super-direttori Marco Damonte Prioli e Monica Calamai, rispettivamente 200mila e 180mila euro lordi all’anno, considerati superiori a quelli previsti per i direttori generali della sanità. In secondo luogo, la normativa aveva introdotto la figura dei direttori d’area, chiamati a coordinare le cinque ex Asl confluite nell’Ats Liguria, i cui compensi sono allineati a quelli dei direttori generali, pur senza assumere le stesse responsabilità.
“A valle di questi rilievi ci saranno delle modifiche - ha aggiunto Nicolò -. Per quanto riguarda i compensi dei direttori, seguiranno le indicazioni del Ministero e apporteremo gli adeguamenti necessari”.
L’assessore ha anche commentato l’ipotesi di integrazione dell’ospedale di Voltri nella neo-costituita Azienda Ospedaliera Metropolitana (Aom): “Quando riceveremo una richiesta formale da parte dell’Ospedale Evangelico, che intende cedere Voltri, la accoglieremo a braccia aperte e non ci tireremo indietro”.






