Politica - 06 febbraio 2026, 13:07

Welfare e invecchiamento della popolazione: Genova punta sulla domiciliarità per affrontare il cambiamento demografico

Dati, analisi e nuove strategie per l’assistenza agli anziani: dall’integrazione sociosanitaria ai servizi di prossimità, il Comune rafforza il modello della cura a domicilio come asse portante del sistema di welfare

Welfare e invecchiamento della popolazione: Genova punta sulla domiciliarità per affrontare il cambiamento demografico

Genova anticipa le trasformazioni demografiche europee e si prepara ad affrontarle puntando con decisione sulla domiciliarità. È questo il messaggio emerso dall’incontro formativo “DO.GE.: analisi e riflessioni a partire dai dati”, rivolto agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e dedicato agli interventi a sostegno della popolazione anziana, promosso dal Comune di Genova.

"Genova anticipa le tendenze demografiche europee e questo ci impone scelte chiare: la domiciliarità è la via principale per garantire dignità, autonomia e benessere alle persone anziane, assicurando al tempo stesso la sostenibilità del sistema di welfare e sanitario", ha spiegato l’assessora al Welfare Cristina Lodi, sottolineando come i dati confermino il valore del lavoro svolto quotidianamente dagli operatori sociali, sempre più impegnati in interventi personalizzati e integrati.

L’analisi presentata è il risultato di un percorso annuale sviluppato dai professionisti dell’Amministrazione comunale, che hanno messo in relazione il quadro normativo nazionale e locale, l’evoluzione demografica e l’andamento dei servizi. Un lavoro che ha permesso di individuare criticità e prospettive utili a una programmazione sempre più aderente ai bisogni reali della città.

Il cambiamento demografico rappresenta una delle sfide centrali per il welfare dei prossimi anni. Le proiezioni indicano che il numero degli ultraottantenni è destinato a raddoppiare nell’arco di circa quindici anni, anche grazie all’aumento della speranza di vita e al miglioramento delle condizioni di benessere. Uno scenario che comporta una crescita della popolazione più fragile e una domanda sempre più elevata di prestazioni assistenziali e sanitarie di qualità, fortemente personalizzate.

Durante i lavori è emersa anche l’accelerazione di queste dinamiche: l’incidenza della popolazione anziana e l’innalzamento dell’età media hanno già raggiunto livelli prossimi a quelli che Eurostat, nel 2015, stimava per l’Europa nel 2040. Un dato che rende il tema della domiciliarità un riferimento prioritario per l’evoluzione delle politiche sociali.

Da qui l’attenzione verso azioni capaci di mantenere una buona salute psicofisica, favorendo una terza e quarta età caratterizzate da un’elevata qualità della vita e da un impatto sostenibile sugli investimenti pubblici. Le traiettorie future puntano su una reale integrazione sociosanitaria, a partire dai Punti Unitari di Accesso nelle Case di Comunità, e sulla costituzione di équipe integrate a supporto della persona direttamente a domicilio.

In applicazione della normativa più recente, il Comune ha avviato sperimentazioni su nuove modalità dell’abitare, dalla coabitazione al cohousing, dal senior housing al coliving, rafforzando al tempo stesso le collaborazioni per ampliare e differenziare l’offerta, con l’obiettivo di evitare l’istituzionalizzazione precoce. Tra le linee di sviluppo anche la creazione di residenze extraospedaliere aperte, in grado di erogare prestazioni domiciliari, accogliere anziani nelle attività diurne e promuovere soluzioni abitative a carattere sociosanitario.

Il percorso di innovazione passa inoltre attraverso un approccio comunitario alla cura. In questo contesto, l’Amministrazione opera in sinergia con le reti per l’invecchiamento attivo, la promozione di sani stili di vita e il monitoraggio delle fragilità, valorizzando esperienze come quelle dei Custodi sociali e del Maggiordomi di quartiere, attraverso co-progettazioni orientate a inclusione, sicurezza, assistenza, benessere e salute.

I dati restituiscono l’immagine di una popolazione ultrasessantacinquenne distribuita in modo uniforme sul territorio cittadino, pari a circa il 29% dei residenti in ciascun Municipio, con una netta prevalenza degli over 75, che rappresentano l’81% degli anziani. La domanda più elevata di servizi domiciliari si concentra in Valpolcevera e Valbisagno, aree caratterizzate anche da una maggiore incidenza di fragilità socioeconomiche. Negli ultimi due anni, i beneficiari di interventi domiciliari diretti sono aumentati del 7%, confermando la centralità della domiciliarità nelle politiche sociali genovesi.

Redazione


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