Sarà pronto entro un mese il progetto alternativo (e a questo punto definitivo) per la mobilità in Val Bisagno, ovvero l’ampio studio che il Comune di Genova ha richiesto al Politecnico di Milano per superare l’ipotesi dello SkyMetro, su cui l’attuale amministrazione si è sempre dichiarata contraria.
Nei giorni scorsi, a Palazzo Tursi, la sindaca Silvia Salis ha incontrato il professor Pierluigi Coppola, che guida il team di esperti chiamato a redigere un nuovo piano per una delle zone più critiche della città, a livello di traffico, dalla stazione ferroviaria di Genova Brignole a Molassana e Prato.
Salis e Coppola si sono lasciati con l’impegno a rivedersi fra trenta giorni, con le carte definitive e con uno studio dei flussi in Valbisagno il più completo possibile, sulla base del quale fare poi le successive valutazioni.
Nei piani del Politecnico, come risulta, dovrebbe esserci sia il ‘Bus Rapid Transit’, cioè un sistema di mobilità veloce nel quale gli autobus, per lo più elettrici, transitano su corsie riservate, con tanto di semafori dedicati, e con una frequenza molto elevata; sia un nuovo sistema di mobilità pensato appositamente per la Val Bisagno.
Intanto, sempre in tema di trasporti, giovedì le organizzazioni sindacali di Amt hanno incontrato il presidente Federico Berruti per la presentazione del piano industriale, che accompagna la chiusura del bilancio 2024 con tutte le prospettive di salvataggio dell’azienda partecipata del Comune di Genova.
Proprio il Comune, sempre nell’ottica di dare ulteriore ossigeno ad Amt, ha varato nei giorni scorsi una determinazione dirigenziale con la quale si affida all’Agenzia del Demanio un incarico per quantificare “il più probabile valore di mercato della piena proprietà del compendio immobiliare denominato ‘Deposito della metropolitana’ in via Buozzi a Genova Dinegro”.
La proprietà è del Comune di Genova, ma l’intenzione è quella di “conferire l’immobile ad Amt, al fine di supportare la società”. L’operazione ha due finalità: da una parte rafforzare lo stato patrimoniale di Amt, scelta molto utile ai fini del bilancio, e dall’altra parte far risparmiare alla stessa Amt il canone di locazione che attualmente deve versare al Comune. La stessa operazione, come si legge nelle carte di Palazzo Tursi, sarà portata avanti anche per altri “immobili attualmente destinati all’erogazione del servizio di trasporto pubblico locale”. Il compendio di via Buozzi venne acquistato dal Comune di Genova nel 2016 direttamente da Rete Ferroviaria Italiana, al costo di 42 milioni di euro.






