Attualità - 08 febbraio 2026, 08:00

Lungomare Canepa, la beffa più atroce: quasi finito il cantiere per la riqualificazione, ma senza nessuna protezione dal rumore

Era l’aspetto più importante delle richieste da parte dei cittadini, che combattono da otto anni. L’assessore Ferrante: “I soldi per le barriere fonoassorbenti c’erano, poi la precedente amministrazione li ha spostati per il Waterfront di Levante”

La zona di lungomare Canepa a Sampierdarena vista da una delle abitazioni

La zona di lungomare Canepa a Sampierdarena vista da una delle abitazioni

Tra un paio di mesi il cantiere di lungomare Canepa a Sampierdarena sarà completato, ma il focus principale di quei lavori, il motivo per cui tutto era partito, rimarrà mancante. Ci sarà il parco lineare, ci saranno le piante e le panchine, ci saranno le reti e le altre protezioni, ma non ci saranno quelle barriere antirumore che i residenti nei palazzi immediatamente affacciati a una delle arterie più trafficate della città chiedono da ormai otto anni. 

Sono stati posizionati i cordoli, sono state installate le basi di fissaggio delle barriere, tutti gli interventi preparatori sono previsti, ma ci si ferma qui, ci si ferma a questo punto, per la mancanza di ulteriori risorse. La notizia, nell’aria da diverse settimane, è stata confermata ai cittadini, rappresentati dal Comitato Lungomare Canepa, direttamente dall’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Massimo Ferrante, che l’ha anche confermata venerdì mattina, in occasione della Commissione Comunale sulle criticità del progetto dei Quattro assi di forza in via Cantore, sempre a Sampierdarena.

“I soldi non ci sono - spiega Ferrante - perché chi ha amministrato prima di noi ha spostato quelle risorse dal parco di lungomare Canepa al Waterfront di Levante. Ecco il motivo: poi Bucci diverse volte ha affermato che i soldi non sarebbero stati un problema, ma la realtà è ben differente e noi, come siamo abituati a fare sin dal momento in cui ci siamo insediati, non vogliamo nascondere nulla ai genovesi”

Per sistemare le barriere in lungomare Canepa, e realizzare finalmente la tanto attesa protezione dal rumore, “servirebbero dieci milioni di euro, cifra che al momento non è a disposizione nelle casse del Comune. Abbiamo riprovato ad avviare un’interlocuzione con Autostrade, ma ci è stato risposto come già avevano risposto all’ex sindaco facente funzioni Pietro Piciocchi: a loro, in sostanza, competono le barriere nei tratti autostradali, mentre lungomare Canepa è di competenza comunale e non possono esser fatte deroghe. Se poi i soldi un tempo a disposizione sono stati spostati su altre partite, la questione non riguarda Aspi”. 

Il Comitato Lungomare Canepa prende atto della decisione ma non si arrende: “Per noi il focus - commenta Silvia Giardella, la presidente - è sempre stata la galleria antirumore, poi abbiamo dovuto subire i pannelli antirumore, ma continuiamo a dire che per noi sono inefficaci e deturpanti. Adesso comunque non ci sono neanche più quelli, quindi siamo ben lontani dal considerare chiuso il progetto su lungomare Canepa. Peraltro, questa strada si preannuncia essere sempre più trafficata anche in futuro, se è vero che il traffico pesante sarà eliminato da via Cantore e, giocoforza, finirà per arrivare qui davanti alle nostre abitazioni. Stiamo preparando un progetto alternativo, ma l’insonorizzazione rimane per noi un concetto fondamentale, perché ci sono migliaia di persone che non riescono più a dormire”

L’assessore Ferrante si impegna a non lasciar nulla di intentato: “Tenteremo tutte le altre strade possibili, scriveremo altre lettere e cercheremo qualsiasi altra fonte di finanziamento. Purtroppo questa è un’altra brutta questione che ereditiamo. Brutta e molto difficile, visto che anche per ponti e impalcati cittadini siamo nella stessa situazione”. 

Intanto su lungomare Canepa è comparsa una rete verde al posto delle attese barriere: “Ce la terremo così a lungo”, è il timore, nemmeno troppo infondato, da parte degli abitanti.

Alberto Bruzzone

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