San Quirico, la piccola delegazione della Valpolcevera, ha perso il suo supermercato: sabato 7 febbraio si sono abbassate le saracinesche di uno dei punti di riferimento degli abitanti della zona. A denunciare la situazione di progressivo isolamento è uno dei residenti, il consigliere municipale Maurizio Fratia, che rifacendosi alla poesia di Pablo Neruda ‘Lentamente muore’ ha avviato un’amara riflessione. “A San Quirico, a morire è il tessuto commerciale e sociale. Negli anni, il paese ha visto sparire circa il 75% delle proprie attività; oggi, gli esercenti che resistono vengono paragonati a Davy Crockett a Fort Alamo” spiega.
Ma la chiusura del supermercato è solo l'ultimo di una serie di addii pesanti: in precedenza, il paese aveva già perso lo studio del medico di base, che si è trasferito in centro città, e l'ufficio postale, privando i cittadini anche dello sportello bancomat. A peggiorare la situazione sono i lavori di messa in sicurezza idrogeologica del Rio Fulle: “questi cantieri, pur necessari, rendono la viabilità problematica e i parcheggi quasi inesistenti, spingendo gli automobilisti a preferire la sponda opposta del Polcevera e tagliando fuori il borgo dai flussi commerciali”.
Questa situazione è drammatica se letta insieme ai dati anagrafici: “La Liguria e Genova detengono il primato per la popolazione più anziana d'Europa, e San Quirico non fa eccezione, con una concentrazione di over 65 che sfiora il 30%. Per queste persone, spostarsi verso Pontedecimo o Bolzaneto per fare la spesa o andare dal medico diventa un'impresa titanica”.
Oltre alla funzione economica, il supermercato rappresentava un vero e proprio presidio sociale: “era un luogo dove fare due chiacchiere e dove il gestore fungeva quasi da confessore laico per i clienti”. Sebbene il personale dipendente sarà tutelato e ricollocato, la perdita di questo punto di riferimento aumenta il senso di alienazione e abbandono dei residenti.
Nonostante il quadro apparentemente sconfortante, Fratia invita a non cedere al solo lamento sui social network: “La speranza è che la proprietà del supermercato possa rivedere la propria decisione una volta terminati i lavori stradali, ipoteticamente entro la fine dell'anno, scommettendo su una ripresa del fatturato”. L'appello alla popolazione è quello di ritrovare la voglia di non subire passivamente, agendo "de visu" nel confronto con la politica e la Pubblica Amministrazione. Un esempio di questa proattività è stato il presidio stradale organizzato in passato per la perdita del medico, che ha portato all'ottenimento di un ambulatorio infermieristico territoriale bisettimanale, un piccolo ma fondamentale "rimedio" che dura ormai da quattro anni. Come recita la poesia di Neruda posta a chiusura dell'appello: "essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare".








