Tecnologia e Innovazione - 09 febbraio 2026, 12:20

Addio ad Antonino Zichichi: scompare il signore dell’antimateria che portò la fisica nelle case degli italiani

Lo scienziato si è spento a 96 anni. Dalla scoperta dell'antideutone alla fondazione del centro di Erice, la storia di un uomo che ha unito laboratori, fede e cultura pop

Addio ad Antonino Zichichi: scompare il signore dell’antimateria che portò la fisica nelle case degli italiani

Il mondo della scienza piange uno dei suoi protagonisti più carismatici e discussi. Antonino Zichichi, il fisico che ha segnato la storia della ricerca nucleare e subnucleare del Novecento, è morto all’età di 96 anni. La notizia, che ha colpito profondamente la comunità scientifica internazionale, è stata ufficializzata dal Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice, l’istituzione che lui stesso aveva trasformato in un crocevia globale per l'intelligenza umana.

Nato a Trapani nel 1929, Zichichi non è stato solo un accademico, ma un esploratore dell'infinitamente piccolo. Il suo nome resterà per sempre legato al 1965, anno in cui, alla guida di un gruppo di ricerca al CERN di Ginevra, osservò per la prima volta l'antideutone, la prima forma di antimateria nucleare mai individuata.

Le sue impronte sono ovunque nella fisica moderna. Fu l’ideatore dei Laboratori del Gran Sasso, il centro sotterrano più grande del mondo, presidio fondamentale per lo studio dei neutrini. Zichichi contribuì in modo decisivo al Progetto HERA, studiando l’urto tra elettroni e quark ad Amburgo. Ancora, lo scienziato scoprì le dinamiche fondamentali nella produzione di barioni, i costituenti della materia in quello che viene chiamato effetto ‘Leading’.

Nel 1963, Zichichi ebbe l'intuizione di trasformare il borgo medievale di Erice nel Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Durante gli anni più bui della Guerra Fredda, quel luogo divenne un'oasi dove scienziati americani e sovietici potevano sedersi allo stesso tavolo.

"La scienza deve essere uno strumento di pace", amava ripetere. Una visione che portò alla nascita della World Federation of Scientists, fondata insieme al premio Nobel Isidor Isaac Rabi, per promuovere la cooperazione nei paesi in via di sviluppo e affrontare le "emergenze planetarie".

Zichichi ha avuto il merito (e per alcuni il demerito) di "zichichizzare" l'Italia: ha portato la fisica delle particelle nei salotti televisivi con un linguaggio immaginifico e una teatralità magnetica. Autore di best-seller come L'infinito e Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, ha sempre difeso con vigore il metodo galileiano, sostenendo che la vera scienza non potesse mai essere in conflitto con la fede.

Le sue posizioni critiche sul darwinismo e sui modelli del cambiamento climatico antropico lo resero oggetto di aspre polemiche nel mondo accademico, ma non intaccarono mai il suo legame con il grande pubblico. Persino la satira, con le celebri imitazioni di Maurizio Crozza, contribuì a renderlo un'icona pop della cultura italiana.

La famiglia ha affidato ai social il saluto definitivo, confermando la serenità degli ultimi istanti: "Questa mattina si è spento nel sonno il professor Antonino Zichichi. Nato a Trapani nel 1929, da un’antica famiglia di Erice, è stato un grande scienziato e un punto di riferimento per la fisica italiana e internazionale. Nel 1963 aveva fondato il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, ideatore del Laboratorio del Gran Sasso e al CERN di Ginevra scoprì l'antideutone. Era professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna. Lascia tre figli, cinque nipoti e una pronipote."

Con Antonino Zichichi se ne va l'ultimo grande divulgatore capace di far sognare generazioni di italiani guardando verso le stelle e, contemporaneamente, dentro il cuore atomico della realtà.


 

Redazione

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