Il trono della pallanuoto italiana resta saldamente a Recco.
Ieri sera alla piscina Sciorba di Genova, la Pro Recco Waterpolo ha alzato al cielo la sua diciannovesima Coppa Italia, superando per 13-7 la Banco BPM RN Savona nella finale della Unipol Cup. Per la squadra più titolata d’Europa si tratta dell’ennesimo trionfo, arrivato al termine di un derby ligure di altissimo livello che ha confermato la supremazia dei ragazzi di Sandro Sukno.
Un match iniziato in equilibrio con il Savona che parte forte, raggiunto punto a punto dalla Pro Recco. Il primo quarto si chiude sul 4-3 per i biancocelesti, preludio a un secondo tempo che risulterà decisivo. Recco alza il pressing e scava il solco portandosi sull'8-4 all’inversione di campo.
Nonostante il tentativo di reazione biancorosso guidato dall'orgoglio di Capitan Figlioli, autore di 4 reti, la Pro Recco non perde mai il controllo del match. Lo strappo definitivo arriva nell'ultimo quarto: le reti in sequenza di Irving e Francesco Condemi fissano il punteggio sull'11-5, rendendo gli ultimi minuti una passerella verso il trofeo, fino al 13-7 finale.
In tribuna, ad applaudire i campioni, erano presenti la sindaca di Genova Silvia Salis e il CT del Settebello Alessandro Campagna, testimoni di una serata di grande sport davanti a circa 1200 spettatori.
Sandro Sukno, allenatore della Pro Recco, ha commentato con soddisfazione: "Sono orgoglioso di questo gruppo: i giovani hanno avuto un grande impatto nel match e i più grandi non hanno mai mollato. Oggi non era facile, perché in questo periodo ci siamo allenati poco e a ranghi ridotti per gli impegni di tanti giocatori con le nazionali. Alziamo l'ennesimo trofeo e adesso pensiamo alla seconda parte di stagione: abbiamo tanti obiettivi da centrare".
Emozionato il capitano biancoceleste Francesco Di Fulvio: "Dedico innazitutto questa vittoria a mia madre. Faccio anche i complimenti al Savona perché ha disputato una grande partita, confermandosi un'ottima squadra. Questa sera siamo partiti un po' contratti, affrettando qualche azione in superiorità numerica all'inizio; poi ci siamo sciolti e abbiamo giocato la nostra pallanuoto. Credo che il pubblico si sia divertito e vedere gli spalti pieni per noi è un onore: vuol dire che c'è amore e passione per questo sport".
Sul fronte opposto, Pietro Figlioli non nasconde l'amarezza ma riconosce il valore degli avversari: "Non abbiamo nulla da rimproverarci. Abbiamo tenuto testa ad una squadra fortissima e dalle grandi individualità. Alla fine la differenza tecnica è venuta fuori, ma noi non abbiamo mollato. Essere per il secondo anno consecutivo a contenderci la Coppa Italia deve essere un onore per tutto il gruppo”. Nel pomeriggio, la finale per il terzo posto ha visto il successo dell'AN Brescia, che ha superato per 16-6 il Circolo Nautico Posillipo. Una vittoria d'orgoglio per i lombardi dopo la sconfitta ai rigori in semifinale, trascinati dalle quattro reti di Filippo Ferrero.











