Un minuto di silenzio per ricordare gli esuli giuliano-dalmati. L’occasione è stata la Giornata del Ricordo di oggi, 10 febbraio, dedicata alla popolazione italiana di Istria, Slovenia e Dalmazia che, alla fine della Seconda guerra mondiale, fu perseguitata, uccisa o costretta all’esodo.
“Quegli uomini e quelle donne furono italiani due volte – ha detto il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, chiedendo il minuto di silenzio all’aula – per nascita e per scelta. Una scelta pagata con l’esilio, con la perdita della casa, degli affetti, delle radici, e spesso con un lungo silenzio che per decenni ha accompagnato questa vicenda”.
“Un silenzio – ha concluso – legato agli equilibri internazionali del dopoguerra, che ha pesato sulla verità storica e sul riconoscimento della sofferenza vissuta. Ricordare oggi significa dare spazio alla verità e alla dignità delle persone. Significa affermare che la memoria è parte integrante della nostra identità democratica”.
RIXI: "LA MEMORIA NON SI CANCELLA, SI DIFENDE"
"Le foibe sono state una tragedia storica per troppo tempo rimossa o minimizzata. Migliaia di italiani uccisi per odio ideologico ed etnico. Una ferita che ancora oggi una parte della sinistra nostalgica del comunismo fatica a condannare senza ambiguità. Norma Cossetto aveva 23 anni. Fu uccisa perché italiana. Anche a Genova la memoria è stata colpita. La targa dedicata a Norma è stata più volte vandalizzata. Un fatto grave, che non può essere ignorato. Per questo va ripristinata. Non per provocazione, ma per rispetto. Non per dividere, ma per onorare una vittima innocente e difendere la verità storica contro l’odio e l’oblio. La memoria non si cancella, si difende". Lo dice in una nota il deputato e viceministro al Mit Edoardo Rixi, segretario della Lega in Liguria.






