Sport - 13 febbraio 2026, 17:22

Genoa, a Cremona per ripartire: “Non è uno spareggio ma vale tanto, dovremo essere lucidi. Var? Chiediamo più uniformità”

Rossoblù in campo domenica in un match pesante. Il tecnico: “Segniamo tanto, ora difendiamo meglio”. Scalpitano Baldanzi e Amorim: “Mentalmente li vedo dentro la squadra”

Foto Gabriele Siri

Foto Gabriele Siri

Una settimana per voltare il prima possibile pagina dopo i due stop con rammarico da Var contro Lazio e Napoli. Una prossima domenica per cercare di rifarsi da quello che forse negli ultimi mesi è stato il punto più basso, ossia la sconfitta dell'andata.

Nonostante quello scivolone, che portò poi al cambio in panchina e all'arrivo proprio del mister romano, e la necessitò di tornare a fare punti per restare sopra alla linea di galleggiamento, la partita contro la Cremonese non è intanto da sottovalutare, ma nemmeno da caricare troppo.

«I ragazzi hanno reagito bene, anche se i primi giorni immediatamente successivi a quella beffa avevano un umore diverso, è stato uno schiaffo che si è fatto sentire. Sono contento perché non è cambiato niente nell'atteggiamento quotidiano - ha detto il tecnico -. Domenica invece dovremo essere lucidi e tranquilli in campo, consapevoli della nostra classifica e del fatto che loro siano una nostra diretta concorrente per la salvezza. Quando sono subentrato, dopo l'andata, ho trovato comunque un gruppo sano. Di allora in questi mesi abbiamo parlato prendendolo come esempio del punto a cui non vogliamo tornare, tra l'astio coi tifosi e per la delusione della prestazione, solo questo. Domenica è una partita molto importante, come lo diventano tutte verso il finale di stagione, non è però uno spareggio o l’ultima».

C'è quindi consapevolezza del peso specifico della posta in palio, nella squadra ma anche nel mondo del tifo, col settore ospiti andato subito esaurito e tanti genoani pronti a “invadere” lo Zini dove ci saranno due vecchie conoscenze in maglia grigiorossa. A cominciare dal tecnico, il sempre apprezzato “Didi” Nicola: «E' per me un esempio di serietà, di professionalità e di forza. E' più abituato di me a lottare per la salvezza, ma anche come allenatore e per questo, visto che è ance uno “specialista” a subentrare l'ho studiato trovandomi spesso in questa condizione. Lo stimo molto, in questi anni ci siamo anche scambiati qualche messaggio perché la stima è reciproca. So che è stimato anche qui a Genova perché c’è stato parecchi anni, però domani torniamo a essere per novanta minuti rivali sportivi - ha continuato De Rossi - Morten? E’ un ragazzo che mi ha fatto un discorso di una lucidità, dignità ed educazione pazzesca quando ha detto che voleva andare via anche se non era previsto. Per noi era importante, ma per la sua correttezza e per il minutaggio ristretto, al di là dell'aspetto economico, era giusto accontentarlo perché di mezzo c'è anche forse l'ultima opportunità che ha di giocare un mondiale. E' stato giusto così. Tatticamente è complicato limitarlo, va a cercare gloria in spazi difficili da marcare. Per lui, come per Djuric, avremo un occhio particolare».

Il focus è stato infatti sulla fase difensiva in questi giorni. «I numeri ci dicono che stiamo segnando tanto, quindi non prendere gol e non essere disordinati potrebbe essere la strada più veloce per portarci alla vittoria - ha affermato il tecnico - Se parliamo di difesa, ci tengo che si interpreti come fase difensiva. Il gol dell’1-1, per esempio, è un insieme di posizioni sbagliate sulle quali avevamo già lavorato e che abbiamo ritoccato ulteriormente in settimana. Poi ci sono state delle circostanze abbastanza casuali. Cerchiamo però di far segnare agli altri i gol belli, non quelli dove sembra facile. Così saremo salvi sicuramente».

Dal concetto corale poi ci sono le singole situazioni da valutare in vista della trasferta domenicale. Per lo più, però, dalla cintola in su: «Baldanzi si sta allenando, vediamo in questi due giorni come starà, anche se mentalmente è un titolare dal primo giorno in cui ha messo piede qui. Amorim è un altro che scalpita, vediamo se già da domani o col Toro ma sento che è matura la sua presenza dal primo minuto, ci stiamo riflettendo. Per quanto mi riguarda è un giocatore che a breve diventerà un punto fermo del Genoa, ovviamente se lo meriterà con le prestazioni, però ho intenzione di buttarlo dentro alla mischia in pianta stabile. Onana? Si sta allenando e sta bene, per questo dopo la partenza di Thorsby non lo abbiamo lasciato andare. Poi è uno positivo, bene all'interno del gruppo e che anche sulla struttura fisica può darci una mano».

E se l'attenzione è tutta sul calcio giocato, non poteva mancare un richiamo infine alla questione arbitrale, su cui lo stesso tecnico era stato lapidario e chiaro nel post partita col Napoli e con la società che in settimana ha preso parola parlando di dialogo con le società per migliorare l'uniformità delle valutazioni senza alzare i toni. Una linea sposata appieno da De Rossi: «Spero che le mie parole possano aiutare il calcio, gli arbitri, il VAR, che ci si possa trovare “a metà strada” per capire una cosa omogenea. Condivido le parole della società al 100%, il fatto che gli arbitri si siano esposti alla critica affermando che erano episodi errati in entrambi i casi. Open VAR è una trasmissione che dimostra la loro trasparenza, quindi se c’è questa c’è anche buona fede. Spero che riusciremo a trovare una cosa che ci aiuti a farci digerire meglio il regolamento e la sua gestione, perché si capisce che non c’è un filo conduttore continuo. Uno dice una cosa, uno un’altra: è quello che possiamo andare a migliorare. Non l’errore che ci sarà sempre ma un regolamento un po’ più facile e uniforme».

Mattia Pastorino


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