Le recenti notizie riguardanti le gravi limitazioni al transito dei mezzi pesanti sulla Strada Statale 586, a causa dello stato di ammaloramento di cinque ponti, destano profonda preoccupazione in tutte le lavoratrici e i lavoratori del comprensorio.
“L’annuncio di divieti per i mezzi sopra le 7,5 tonnellate per un periodo stimato di almeno sei mesi rischia di trasformarsi in una paralisi economica per le aziende della Valle Sturla e dell’entroterra, con ricadute dirette e drastiche sull'occupazione e sul reddito delle famiglie – spiega Luigi Pinasco, coordinatore del Tigullio per la Uil Liguria - La nostra priorità riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro: non accetteremo che le carenze infrastrutturali e i ritardi nelle manutenzioni ricadano sulle spalle dei lavoratori. Il rischio di fermi produttivi o, peggio, di delocalizzazioni delle attività deve essere scongiurato con ogni mezzo. Occorre procedere con la tutela dei redditi con garanzie affinché l’eventuale riduzione dei volumi di attività non si traduca in una perdita di salario per le lavoratrici e i lavoratori”.
La sicurezza stradale è una priorità e un diritto dei cittadini, ma non può essere utilizzata come giustificazione per danneggiare aziende e lavoratori.
“Chiediamo che Anas ed enti locali aprano un tavolo di crisi permanente che includa non solo le associazioni datoriali e i sindaci, ma anche le rappresentanze sindacali per arrivare a soluzioni condivise e non a decisioni calate dall’alto – spiega Pinasco - Serve ragionare subito sull’istituzione di sensi unici alternati o viabilità alternative che permettano il passaggio controllato dei mezzi pesanti essenziali per la vita delle fabbriche”.
Il tessuto economico di Borzonasca e dei Comuni limitrofi è fatto di realtà che non possono permettersi mesi di isolamento. “Non possiamo permettere che la Valle Sturla diventi una zona fantasma – chiude Pinasco - La sicurezza delle infrastrutture deve camminare di pari passo con la sicurezza del lavoro e la dignità del reddito”.






