Attualità - 18 febbraio 2026, 14:40

Una sfida collettiva per il futuro della città, Genova cambia passo sulla differenziata

Presentato a Palazzo Tursi il piano 2026: AMIU e Comune chiamano i cittadini a un “nuovo patto sociale” per superare le criticità storiche e puntare al 65% di raccolta

Non è più solo una questione di cassonetti e percentuali, ma una vera e propria “battaglia di civiltà”. 

La raccolta differenziata a Genova ‘cambia passo’ e lo fa con una nuova campagna di comunicazione, presentata quest’oggi a Palazzo Tursi, che segna una svolta nel rapporto tra l’amministrazione comunale, AMIU e la cittadinanza tutta. 

A farsi portavoce del messaggio è lo sport, in senso ampio, con l’obiettivo chiaro: fare squadra per trasformare la città e spingerla, anche con il corretto conferimento dei rifiuti, verso il posto che merita nel panorama nazionale. 

Ideata dall’agenzia genovese TWOW, la campagna coinvolge simbolicamente tutta la città, dal ponente al levante. In prima linea ci sono i grandi nomi dello sport locale: dalla Pro Recco Pallanuoto  al CUS Genova Rugby, passando per il tennis de La Nuova Valletta e l'atletica leggera di Villa Gentile

Una pluralità ‘in vetrina’ che vuole mostrare come le azioni concrete, in un gioco di squadra, siano quelle vincenti.

Alla presentazione che si è svolta nel Salone di Rappresentanza hanno preso parte le istituzioni cittadine e i vertici della municipalizzata per la raccolta dei rifiuti e a quelli di CONAI.

Ogni grande obiettivo deve essere un gioco di squadra” ha esordito la sindaca di Genova Silvia Salis che non ha nascosto le difficoltà iniziali, ricordando che la percentuale di raccolta differenziata era “drammaticamente bassa”: “Abbiamo lavorato con AMIU per alzare la percentuale di raccolta differenziata che abbiamo trovato in questi anni drammaticamente bassa e che ora dobbiamo portare a dei livelli degni della sesta città d’Italia”. Un lavoro già avviato che ha permesso a Genova di passare dal 46% al 53%. La sindaca ha inoltre rilanciato il tema della TARI puntuale, definendola un obiettivo centrale: “È un modo per spronare ognuno a essere responsabile di quello che fa e quindi a raccogliere i frutti del proprio operato”. Commentando i passati progetti sui cassonetti intelligenti, ha aggiunto: “Non erano così intelligenti come ci erano stati descritti in passato”, indicando questa nuova campagna come l'avvio di un “nuovo modo di comunicare con la città” basato sulla fiducia reciproca.

L’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha approfondito i dettagli operativi e gli obiettivi a breve termine. “È una giornata importante perché finalmente partiamo con questa campagna di comunicazione necessaria, dovuta e speriamo di grande portata”, ha dichiarato l'assessora. L'ambizione è concreta: "Pensiamo, grazie alla campagna, di poter aumentare la percentuale e riuscire nell'anno a arrivare a più 5%”, avvicinandosi così all'obbligo di legge del 65%. Pericu ha sottolineato che non si tratta solo di numeri, ma di un “patto con i cittadini” che riguarda anche il contrasto agli abbandoni degli ingombranti e un controllo più serrato del territorio. La strategia prevede un lavoro capillare nei nove municipi: “Ho chiesto a ogni presidente di indicarmi una persona che potesse aiutarci a calare sul territorio la campagna; loro rappresenteranno una squadra che andrà sul territorio a dare consigli per l’attuazione". Anche sui cassonetti la linea è di pragmatismo: si punterà a utilizzare meglio quelli esistenti, introducendo finalmente le tessere per migliorarne l’accettabilità e l’uso corretto da parte dell'utenza.

Il presidente di AMIU Genova, Paolo Macchi, ha ribadito che l’azienda da sola non può vincere questa partita: “Senza partecipazione non facciamo nulla. La collaborazione è assolutamente necessaria”. Pur garantendo l'impegno di operatori e operatrici, Macchi ha evidenziato che il cambiamento deve partire “da ciascuno, dalle case”, poiché solo la partecipazione è la chiave per costruire comunità responsabili e un territorio più curato.

La sfida, come ha ribadito il direttore generale di AMIU, Roberto Spera, è innanzitutto culturale: “Da oggi parte quel nuovo patto sociale del quale la città ha bisogno”. Spera ha spiegato che nelle grandi città che hanno convissuto a lungo con la presenza di una discarica è più difficile far passare l'idea del “rifiuto risorsa”, ma che AMIU deve evolversi verso un “servizio moderno" che sia un “abito su misura” per le peculiarità di Genova. L'obiettivo è far capire che il rifiuto non è un problema da smaltire, ma un'opportunità economica e ambientale.

In chiusura, Fabio Costarella, vicedirettore generale di CONAI, ha inquadrato Genova in un contesto nazionale, sottolineando come la città sia parte di un progetto che coinvolge altre sette grandi aree metropolitane italiane, tra cui Roma, Napoli e Bari, per raggiungere gli obiettivi nazionali. “Complessivamente Genova separa il 50% dei rifiuti, ma può crescere ancora tanto". Costarella ha spiegato che lo sport è un “driver emozionale” perfetto per ricordare che la differenziata è un mezzo, ma il fine ultimo è il riciclo: “È importante che i cittadini separino correttamente a monte, perché gli imballaggi hanno un valore ambientale ed economico se rientrano nel ciclo virtuoso dell’industria”.

Isabella Rizzitano

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