Politica - 18 febbraio 2026, 12:40

CasaPound contro il Comune: “Il sindaco chiarisca i rapporti con i collettivi violenti”

Il movimento respinge le accuse di provocazione in piazza Alimonda e accusa: “Si preferisce chi legittima l'odio a chi fa volontariato per la città”. La replica di Salis: "CasaPound può operare in un Paese democratico proprio grazie a chi, opponendosi alla loro ideologia, ha reso questo Paese libero e democratico"

CasaPound contro il Comune: “Il sindaco chiarisca i rapporti con i collettivi violenti”

“Riteniamo che le dichiarazioni del sindaco di Genova, Silvia Salis, siano gravi e pericolose”. Inizia così la nota inviata da CasaPound Genova, in risposta a quanto dichiarato dalla prima cittadina nella giornata di ieri, martedì 17 febbraio, al termine del confronto con alcuni esponenti di Genova Antifascista. “Chiedere la chiusura d'imperio di una sede politica regolare solo perché non ne condivide le idee significa oltrepassare il perimetro della legittimità politica - continua la nota -.  Ancora più inquietante è la scelta del Sindaco di farsi portavoce presso la Questura delle istanze di “Genova Antifascista”, realtà che negli ultimi anni ha alzato il livello dello scontro con minacce, contenuti violenti e prese di posizione pubbliche inaccettabili per qualsiasi istituzione seria”.

"All’indomani dell’omicidio del giovane Quentin Deranque, mettere in programma di cancellare associazioni legittime e sostenere movimenti che diffondono materiale inneggiante alla violenza rappresenta un segnale che non può essere ignorato. Da tempo è evidente l’esistenza di una rete europea di movimenti illegali, in alcuni casi dichiaratamente terroristici, che promuove lo scontro fisico e che avrebbe anche contatti e coperture istituzionali in Italia. Dopo queste dichiarazioni, il sindaco di Genova è chiamato a chiarire il suo rapporto con i collettivi antagonisti della città".

"Inoltre - continua la nota - respingiamo con fermezza le insinuazioni relative alla nostra presenza, che a detta del Sindaco sarebbe 'provocatoria', nei pressi di piazza Alimonda. Da anni operiamo nel rispetto dei luoghi e della memoria di ogni caduto politico, senza che alcun simbolo commemorativo sia mai stato toccato. Per noi, al contrario di chi vandalizza le targhe di Norma Cossetto e Ugo Venturini, il ricordo è uno spazio inviolabile".

"Da anni - conclude la nota - operiamo a Genova attraverso raccolte alimentari e attività di protezione civile, intervenendo durante la mareggiata di Rapallo, nelle alluvioni in Toscana e Romagna e nel tragico crollo del ponte Morandi. Se il sindaco ritiene preferibile sostenere chi legittima l’odio e l’apologia di omicidio, se ne assuma la piena responsabilità politica. Se per il sindaco la cittadinanza viene dopo la tutela di metodi eversivi e gli abitanti della Foce dopo la pretesa di 'cacciarci', per noi Genova e gli italiani restano la priorità assoluta".

LA REPLICA DI SALIS

"Se CasaPound sostiene che le mie dichiarazioni siano fuori dal perimetro del diritto, io sostengo, e non solo io, ma la Costituzione italiana,  che CasaPound è fuori dal perimetro della Costituzione. È inutile ricordare la XII disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione, che praticamente vieta tutto quello che loro sostengono a gran voce e portano avanti nel loro progetto politico e culturale.

Detto questo, io sono un’amministratrice progressista e non una populista, quindi riesco a distinguere quella che è la giusta difesa della quiete e della pace dei cittadini, dall’assedio al quale si sentono sottoposti gli abitanti intorno alla sede di CasaPound. Allo stesso tempo, come amministrazione progressista, non posso accettare che in una città medaglia d’oro al valor militare, una città profondamente solidale e progressista, si giochi il giochino populista del dire “Allora sei con quelli che fanno il caos”. Noi invece siamo i difensori dell’ordine. Una grande caratteristica dell’estrema destra è sempre stata quella di pensare di essere dalla parte della legge. La legge, soprattutto la Costituzione in questo Paese, parla molto chiaro, per cui io ho espresso la mia posizione come amministratrice progressista: non mi faccio trascinare in questo fango dove evidentemente qualcuno ci sguazza molto bene. Ma si può essere progressisti, difendere sicuramente la sicurezza di una città, e continuare a difendere l’ideologia antifascista sulla quale si basa l’Italia.

Quanto allo scioglimento di CasaPound, "non devo spingere perché CasaPound venga sciolta. CasaPound può operare in un Paese democratico proprio perché chi ha sostenuto l’ideologia che loro contrastano ha reso questo Paese democratico. Se questo Paese non fosse democratico e si fosse fondato su un’ideologia che tende ad escludere le opinioni dissonanti, loro non esisterebbero, perché questo Paese si è fondato sulla Resistenza e sull’antifascismo, con la nostra Costituzione. Se ci fosse stato un approccio fascista in quel momento, loro non potrebbero esistere in questo Paese. Per cui devono ringraziare anche questo, se possono andare in giro a dire le cose che dicono e a fare comunicati come questo".

LE REAZIONI DELLA POLITICA

“Genova è antifascista. Punto. Le parole della sindaca Silvia Salis sono giuste, legittime e coerenti con la storia e l’identità della nostra città e della nostra regione. Quelle di CasaPound sono solo accuse e strumentalizzazioni da respingere con forza e fermezza. Sono parole di chi tenta di ribaltare la realtà parlando di perimetro del diritto quando l’antifascismo è il fondamento stesso della nostra Costituzione. Qui non si difendono provocazioni, si difendono valori democratici”, così il capogruppo del PD in Regione Liguria Armando Sanna. “È inaccettabile che si provi a mettere sullo stesso piano chi richiama i principi costituzionali e chi continua a rappresentare un’area politica che si richiama a ideologie condannate dalla storia. Le attività sociali o di protezione civile non possono diventare uno scudo per sottrarsi a un giudizio politico e culturale netto. Per questo chiediamo anche a Bucci e alla sua Giunta di prendere una posizione chiara a sostegno delle scelte della sindaca di Genova. Le istituzioni hanno il dovere di affermare senza ambiguità da che parte stanno. Solidarietà alla sindaca Salis, Genova, medaglia d’oro alla Resistenza, è e resterà sempre antifascista”, conclude Sanna.

"Le dichiarazioni diffuse nelle ultime ore nel comunicato diffuso da Casa Pound sono strumentali, provocatorie e volte a ribaltare la realtà dei fatti. Parlare di “perimetro del diritto” contro chi richiama con chiarezza i valori costituzionali è un’operazione mistificatoria che non può essere lasciata senza risposta. L’antifascismo è il fondamento e il pilastro della nostra Repubblica e della nostra Costituzione. L’identità di Genova, democratica e antifascista, non è negoziabile né può essere oggetto di intimidazioni politiche. Le parole della Sindaca Salis sono legittime, coerenti con la storia della città e pienamente dentro il quadro costituzionale. Difendere i valori democratici non significa “cancellare” nessuno, ma ribadire con chiarezza da che parte stanno le istituzioni repubblicane. È inaccettabile il tentativo di porre sullo stesso piano chi richiama i principi costituzionali e chi si richiama, direttamente o indirettamente, a ideologie condannate dalla storia. Eventuali attività sociali o di protezione civile non possono diventare uno scudo per sottrarsi a un giudizio politico e culturale netto. La democrazia non è neutrale rispetto a chi ne mette in discussione i fondamenti". "Il Partito Democratico di Genova esprime piena e convinta solidarietà alla Sindaca. Le parole di Silvia Salis sono parole di verità e di responsabilità istituzionale – dichiara il Segretario del PD Genova, Francesco Tognoni –. Genova non può essere terreno di ambiguità. L’antifascismo è un valore fondativo della nostra comunità e chi amministra ha il dovere di affermarlo con chiarezza. Respingiamo con decisione ogni tentativo di intimidazione politica nei confronti della Sindaca". Sulla stessa linea la Capogruppo del PD in Consiglio Comunale, Martina Caputo: "Sostenere la Sindaca significa difendere il ruolo delle istituzioni democratiche. Non accettiamo lezioni di legittimità da chi prova a riscrivere il senso della nostra storia. Il Consiglio Comunale deve essere il luogo in cui si affermano con forza i valori costituzionali, senza ambiguità. Genova è e resterà antifascista". Ribadiamo inoltre l’invito a tutte le forze politiche cittadine e regionali, a partire dal Presidente della Regione Marco Bucci, a prendere una posizione chiara e inequivocabile. Le istituzioni hanno il dovere di affermare senza esitazioni da che parte stanno: dalla parte della Costituzione, della democrazia e della storia antifascista della nostra città".  Così in una nota Il Partito Democratico di Genova e il Gruppo PD in Consiglio Comunale. 

“Non accettiamo lezioni di democrazia da chi si ispira a un regime che ha abolito libertà, perseguitato oppositori, promulgato leggi razziali e trascinato il Paese nella guerra e nella rovina” spiega la capogruppo di AVS Francesca Ghio. "L’antifascismo non è uno slogan di parte: è il fondamento della Repubblica italiana, sancito dalla Costituzione nata dalla Resistenza e ribadito dal divieto di riorganizzazione del partito fascista sotto qualsiasi forma.CasaPound pretende di presentarsi come vittima di discriminazione politica, ma non può esistere alcuna equiparazione tra chi difende la Costituzione e chi si richiama a un’ideologia autoritaria e xenofoba".  “Non esiste una neutralità possibile rispetto al fascismo: le istituzioni hanno il dovere di prendere posizione, con chiarezza” dichiara la segreteria provinciale di AVS. "Genova è città medaglia d’oro della Resistenza. È una città che ha pagato un prezzo altissimo per la libertà. Proprio per questo non può tollerare operazioni di provocazione simbolica o tentativi di radicamento politico fondati sulla nostalgia di un passato di oppressione. Le attività di volontariato e solidarietà non possono diventare uno strumento di legittimazione per un progetto politico che resta incompatibile con i valori democratici e costituzionali. La solidarietà è inclusione, uguaglianza, giustizia sociale, non propaganda identitaria. La linea è netta: difesa senza compromessi della Costituzione, dei diritti, della memoria antifascista. A chi prova a riscrivere la storia o a normalizzare il neofascismo rispondiamo con fermezza politica e chiarezza morale. Genova non arretra e non arretrerà con l’amministrazione comunale guidata dalla coalizione progressista insieme alla Sindaca Silvia Salis". 

Redazione


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU