Prosegue oggi, e continuerà per tutti i venerdì successivi, ‘Alla scoperta dei Forti’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle ricchezze più straordinarie del nostro territorio: il sistema fortificato che abbraccia la città dalle alture. Un patrimonio unico, che racconta secoli di storia militare, politica e sociale. Un viaggio tra Medioevo e Ottocento, tra leggenda e realtà, sempre con lo stesso filo conduttore: l’amore per Genova e per le sue eccellenze. Buon viaggio insieme a noi, alla scoperta dei Forti!
Tra le fortificazioni genovesi meno note c'è la Torre delle Bombe, un simbolo austero inserito nel tracciato delle "mura nuove" seicentesche, vicino al Forte Tenaglia.
Eretta intorno al 1818-1820 dal Corpo Reale del Genio Sardo, dopo le guerre napoleoniche, la torre sorse per proteggere le mura da attacchi terrestri lungo la Valpolcevera. Il nome evoca la vicina Piana delle Bombe e il suo ruolo di deposito per munizioni e polvere da sparo, essenziale in un'era di artiglieria avanzata, non legata a esplosioni drammatiche, ma a una logistica militare pragmatica.
Con l'espansione della città nell'Ottocento, la torre perse rilevanza bellica, diventando un rudere isolato dopo l'abbattimento parziale delle mura. Non emergono prove di un uso come carcere, comune ad altre strutture genovesi, ma il suo riadattamento riflette i cambiamenti di una Genova da potenza marinara a metropoli moderna.
Oggi, con i suoi muri massicci e le feritoie anguste, la Torre delle Bombe è solo un frammento del sistema difensivo tra i più estesi d'Europa.






