La Regione Liguria sta trattando direttamente con Bper Banca per prendere in affitto almeno cinque piani della ex sede di Banca Carige in via Cassa di Risparmio, proprio a due passi da piazza De Ferrari, laddove l’ente ha il suo quartier generale con la Presidenza e altri uffici strategici. Il dossier è in mano all’assessore regionale al Patrimonio, Paolo Ripamonti, ed è stato oggetto di approfondimento in Giunta Regionale.
Da tempo Regione Liguria sta cercando soluzioni per i propri dipendenti, anche nell’ottica di concentrare le spese su un solo immobile e, parallelamente, di riunire i vari settori e le varie direzioni in una sola sede fisica. Contemporaneamente, va risolto il problema di quegli uffici di via D’Annunzio che risultano interdetti per via della presenza di amianto, circostanza che è stata riscontrata negli anni passati e che ha costretto Regione a porre centinaia di dipendenti in smart working.
La scorsa estate Regione ha provato a trattare per la vecchia sede di Iren (un tempo sede di Amga, la storica partecipata del Comune di Genova per gas e acqua) in via Santi Giacomo e Filippo, ma la richiesta di dieci milioni di euro è parsa sin da subito troppo elevata. L’ipotesi di collocarsi per una grossa parte nella sede storica della ex Carige non è mai tramontata e, al contrario, è diventata sempre più calda negli ultimi tempi, anche con l’appoggio pieno da parte delle organizzazioni sindacali.
Al momento, nel palazzo di via Cassa di Risparmio, un tempo icona del ruolo economico e finanziario della Liguria, sono occupati il pian terreno, dove è rimasta una filiale di Bper Banca (il colosso modenese ha acquisito Carige, come è bene ricordare, nel novembre del 2022), e gli ultimi due piani, dove è custodito il patrimonio artistico un tempo proprietà dell’istituto di credito cittadino (tra cui la preziosa quadreria). Tutti i piani intermedi, invece, sono stati lasciati liberi nei mesi scorsi: Bper ha ridotto notevolmente il personale (attraverso procedure di prepensionamenti) e quel che è rimasto, è stato spostato in via D’Annunzio.
Per un po’ la banca ha pensato a riqualificare lo stabile a uso alberghiero e recettivo, ma le ultime indicazioni, anche per una questione di costi eccessivi per un cambio di destinazione, è tornata a essere quella degli uffici e del direzionale. E Regione, con ogni probabilità, sarà la soluzione: l’intenzione da parte dell’ente pubblico è quella di collocare presso l’ex Carige anzitutto quegli uffici non più agibili in via D’Annunzio per la problematica dell’amianto, a meno di onerosi interventi; successivamente, arriveranno in via Cassa di Risparmio altre postazioni attualmente dislocate in giro per la città. Si pensa al palazzo un tempo sede della banca anche per soddisfare la necessità di spazi già espressa dall’ambito sanitario, anche a seguito della riforma della governance partita a inizio anno con la creazione delle due nuove aziende: l’Azienda Ospedaliera Metropolitana della città di Genova (che riunisce San Martino, Galliera, Villa Scassi e il futuro ospedale degli Erzelli) e l’Azienda Tutela Salute Liguria, che è andata a prendere il posto di Alisa (i cui uffici sono collocati in piazza della Vittoria).
L’ingresso di Regione Liguria nell’ex sede Carige rientra in una strategia complessiva volta a riavvicinare i vari uffici pubblici al corpo centrale di piazza De Ferrari, comprese le società che sono nella galassia di Regione stessa. L’assessore regionale al Patrimonio, Paolo Ripamonti, conferma tutto lo scenario e fa il punto della situazione, anche alla luce del prorogarsi delle criticità in via D’Annunzio.
“La gravosa situazione avvenuta sull’immobile di via D’Annunzio 111 - spiega Ripamonti - ha generato e sta generando tutt’ora disagio al personale interessato, circa 130 dipendenti regionali, nonché legittime sollecitazioni e richieste delle organizzazioni sindacali, alle quali ho da subito fatto fronte organizzando e pianificando incontri periodici con le Rsu e con i dipendenti interessati, ascoltando le loro istanze e tenendoli costantemente aggiornati”.
Sono state proprio le organizzazioni sindacali a chiedere di studiare soluzioni alternative, ed ecco com’è nata l’ipotesi dell’ex sede Carige, dopo che è stata scartata, per ragioni di eccessivi costi, l’ex sede di Iren in via Santi Giacomo e Filippo: “Vista l’urgenza della situazione e a fronte dell’unanime richiesta dei lavoratori di via D’Annunzio 111 di non voler più tornare a lavorare nell’immobile di un tempo - prosegue Ripamonti - nell’estate scorsa si sono attivate interlocuzioni con Bper Banca, che ha mostrato la propria intenzione di locare alcuni piani dell’immobile di sua proprietà”.
L’assessore della Giunta Bucci non si sbilancia sui tempi (anche se parla chiaramente di “urgenza della situazione”, e quindi il discorso non può che essere breve), ma conferma pure tutto il progetto della Regione Liguria di razionalizzare i suoi spazi e di riunire gli uffici dislocati per la città (e non solo a Genova) in meno unità immobiliari possibili, al fine di ottenere un risparmio nei costi: “Obiettivo principale è quello di garantire la massima sicurezza degli immobili regionali e di quelli utilizzati dalla Regione. Proprio per questo, non appena insediato, ho chiesto agli uffici regionali competenti di redigermi una relazione sullo stato di conservazione dei diversi immobili regionali con evidenziate le criticità e i possibili interventi da programmare informando degli stessi le organizzazioni sindacali grazie agli incontri mensili fissati. Gli interventi sono stati oggetto dello schema di programma triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028, oggetto di apposita deliberazione di Giunta dell’ottobre scorso. Nella precedente programmazione erano già stati programmati e avviati interventi di riqualificazione, tra cui quella dei tredici Centri per l’Impiego regionali, adeguamenti antincendio e, sulla base delle disponibilità finanziarie del bilancio di previsione 2026-2028, sono stati pianificati e inseriti nel triennale dei Lavori Pubblici nuovi lavori di superamento delle barriere architettoniche, verifiche statiche di edifici di recupero e anche la riqualificazione di via Matteotti 50 a Imperia e della sede regionale di La Spezia, oltre a potenziamenti degli impianti di condizionamento, elevatori, videosorveglianza e antintrusione di varie sedi”.
Del tema si parlerà prossimamente anche nell’aula del Consiglio Regionale, a seguito dell’interrogazione che è stata presentata dai consiglieri del Partito Democratico, a cominciare da Federico Romeo: “L’operazione di affitto dell’ex sede Carige - scrivono - presenta rilevanti implicazioni sotto il profilo economico, logistico, organizzativo e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Quindi, appare necessario garantire la massima trasparenza in merito ai costi complessivi, alle condizioni contrattuali e alle eventuali soluzioni alternative prese in considerazione”.






