Cronaca - 23 febbraio 2026, 17:26

Delitto del trapano, il 21 aprile l’udienza preliminare per Fortunato Verduci

Nuovo passaggio giudiziario per l’omicidio di Maria Luigia Borrelli, uccisa nel 1995 in vico degli Indoratori. La pm chiede il processo per il 66enne carrozziere: decisivo il Dna, ma la Cassazione ha escluso le esigenze cautelari

Delitto del trapano, il 21 aprile l’udienza preliminare per Fortunato Verduci

Si apre un nuovo capitolo giudiziario per il cosiddetto “delitto del trapano”, l’omicidio di Maria Luigia Borrelli, trovata morta il 5 settembre 1995 in un basso di vico degli Indoratori, nel centro storico di Genova.

La pm Patrizia Petruzziello ha chiesto il rinvio a giudizio per l’unico indagato, il carrozziere 66enne Fortunato Verduci, accusato di omicidio pluriaggravato. L’udienza preliminare è stata fissata per il 21 aprile: sarà il gup a decidere se mandarlo a processo.

L’inchiesta, rimasta senza colpevoli per quasi trent’anni, è stata riaperta nel 2022 e ha avuto una svolta grazie alla banca dati nazionale del Dna. Determinanti le consulenze genetiche. La biologa forense Daniela Scimmi, nella relazione depositata nel novembre 2023, parla di “identificazione assoluta”: il profilo genetico maschile isolato nel 1995 su tracce di sangue e su mozziconi di sigaretta Diana coincide con quello dell’indagato con una probabilità pari a 10 alla venticinquesima.

Le tracce repertate comprendevano tre macchie ematiche su una tenda, una mensola e una copia del quotidiano Il Corriere Mercantile del 5 settembre 1995, oltre a una traccia di sangue sulla placca dell’interruttore all’ingresso del locale. Tutte sono state attribuite allo stesso profilo maschile, denominato “Uomo 1”.

Nel 2023 i profili autosomico e Y sono stati trasmessi alla banca dati. L’aplotipo Y ha evidenziato una compatibilità per linea paterna con un detenuto a Brescia, consentendo agli investigatori di risalire a Verduci. Ulteriori campioni biologici acquisiti successivamente hanno confermato la corrispondenza genetica.

Sul piano cautelare, il gip aveva parlato di elementi “univoci, precisi e concordanti”. Il Tribunale del Riesame aveva ritenuto sussistente una “qualificata probabilità di condanna”. La Corte di Cassazione, con decisione del 5 febbraio 2025, ha confermato la gravità indiziaria e le aggravanti contestate, escludendo però le esigenze cautelari: Verduci è quindi a piede libero.

All’udienza preliminare del 21 aprile sarà trattata anche un’ulteriore accusa: l’uomo è imputato di aver sottratto monili a una donna che lo ospitava, con la quale aveva una relazione, impegnandoli successivamente. Anche su questo capo di imputazione il gup dovrà esprimersi.

Redazione

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