Dopo la riunione del 25 febbraio in Prefettura, presieduta dal prefetto Cinzia Torraco, e presentata come avvio di un modello “integrato e multilivello”, arriva la replica del SIAP, il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia. A firmare il comunicato è Roberto Traverso, segretario generale provinciale del sindacato, che mette in discussione sia il merito sia il metodo dell’incontro.
"Questa convocazione ha assunto il carattere di una risposta mediatica: un modo elegante per dire ‘abbiamo fatto qualcosa’ senza che, di fatto, siano state previste soluzioni strutturate", scrive Traverso, sottolineando come la riunione, nata in risposta al disagio segnalato da cittadini e comitati, anche nell’ambito dei CIV di via San Siro e del centro storico, non abbia rappresentato, a suo dire, un reale modello di coinvolgimento territoriale.
Il SIAP evidenzia in particolare l’assenza del sindacato al tavolo, nonostante una richiesta formale di partecipazione. "Come rappresentanti dei lavoratori che garantiscono quotidianamente la sicurezza dei cittadini, il SIAP aveva richiesto formalmente di partecipare, ma non è stato convocato. Questa assenza non è solo una mancanza di riconoscimento del ruolo dei sindacati, ma priva il tavolo di una componente essenziale per garantire che le scelte di sicurezza siano realistiche, coordinate e sostenibili".
Nel mirino anche l’impostazione limitata al solo centro storico. Secondo Traverso, i problemi di degrado e sicurezza interessano molti altri municipi cittadini e non possono essere affrontati con un’attenzione “selettiva”. "Se l’obiettivo è davvero migliorare la sicurezza urbana, bisogna pianificare i Patti in maniera dettagliata, suddividendo le aree di degrado per tutti i municipi, evitando approcci simbolici o localistici".
Il riferimento normativo è al Decreto Legge 14/2017, articolo 5, che disciplina i Patti per l’attuazione della sicurezza urbana. "Il DL 14/2017 non prevede risposte emergenziali o incontri spot, ma strumenti strutturati di collaborazione", ribadisce il sindacato, chiedendo che i Patti prevedano un coinvolgimento organizzato e con funzione istruttoria reale di associazioni, comitati e sindacati, oltre a un coordinamento chiaro tra Polizia di Stato e Polizia Locale.
"Non basta convocare soggetti civici per dare un’apparenza di condivisione. La sicurezza urbana richiede un metodo strutturato e partecipato, che riconosca il ruolo di tutti gli attori coinvolti, senza limitarsi a ‘risposte mediatiche’ o simboliche".
Il SIAP annuncia infine la presentazione di una proposta articolata sui Patti per la sicurezza urbana, destinata al Prefetto e al Sindaco, con l’obiettivo dichiarato di garantire sicurezza reale per i cittadini di tutti i municipi, coordinamento operativo tra le forze di polizia e coinvolgimento strutturato delle parti sociali.






