Attualità - 27 febbraio 2026, 15:23

Rifiuti e raccolta differenziata al 60%, i comitati: “Così Genova rischia sanzioni e aumenti della Tari”

Decine di associazioni e comitati contestano gli obiettivi indicati dalla sindaca Salis e chiedono un piano strutturato e conforme alla normativa europea. Nel mirino anche la scelta di puntare su “progetti straordinari” come le nuove funivie mentre resta irrisolto il fine ciclo

Rifiuti e raccolta differenziata al 60%, i comitati: “Così Genova rischia sanzioni e aumenti della Tari”

Raccolta differenziata ferma al 60%, assenza di un piano rifiuti organico e timori per possibili ripercussioni sulla Tari. È questo, in breve, l'oggetto del documento sottoscritto da decine di comitati, associazioni e realtà civiche della Liguria che intervengono nel dibattito aperto in questi giorni dalle dichiarazioni della sindaca Silvia Salis e dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu.

Nel mirino c’è l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata indicato per la città. Secondo i firmatari, la soglia sarebbe inferiore al 65% previsto dalla normativa europea, in particolare dalla Direttiva UE 2018/85, parte del cosiddetto “pacchetto economia circolare”, parametro necessario, evidenziano, per evitare possibili procedure sanzionatorie.

I comitati sottolineano che la TARI è destinata alla copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, svolto in regime di privativa pubblica, e avvertono che eventuali sanzioni legate al mancato raggiungimento degli obiettivi europei potrebbero tradursi in ulteriori aggravi economici per i cittadini.

Nel documento vengono poste alcune domande dirette all’amministrazione: come si intenda ridurre la TARI senza un piano rifiuti coerente con il raggiungimento del 65% di differenziata; se vi sia consapevolezza delle possibili conseguenze economiche derivanti dal mancato rispetto degli obblighi comunitari; e per quale ragione Genova risulti in ritardo rispetto ad altre realtà liguri nell’adozione di un modello strutturato ed efficace di raccolta finalizzata al riciclo.

Altro punto critico riguarda il “fine ciclo”. Dopo le dichiarazioni dell’assessora Pericu sull’ipotesi di affidare a un’azienda l’incarico di individuare il tipo di impianto eventualmente necessario, i firmatari chiedono una strategia chiara e trasparente, sostenendo che non sia sufficiente una consulenza tecnica in assenza di una pianificazione complessiva.

Preoccupa inoltre, si legge nella nota, la scelta di concentrare l’attenzione su progetti ritenuti “straordinari”, come le nuove funivie in aree considerate a fragilità idrogeologica, mentre, secondo i comitati, resterebbero irrisolte criticità ordinarie e strutturali come la gestione del ciclo dei rifiuti.

Il documento è sottoscritto da un’ampia rete che comprende, tra gli altri, WWF Genova Città Metropolitana, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente ISDE, Extinction Rebellion, numerosi comitati di quartiere genovesi e realtà civiche del Ponente e del Levante ligure.

La richiesta finale è quella di una strategia conforme alle normative europee, capace di coniugare sostenibilità ambientale, equilibrio economico e tutela dei cittadini, superando, affermano, “annunci e spot” a favore di scelte concrete e strutturali.

Redazione

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