Dopo 37 anni di attività a Sestri Ponente, chiude ufficialmente la vinoteca 'La Botte Piena' in via Gaetano Donizetti. Una serranda che si abbassa non solo su un negozio storico del quartiere, ma su una storia familiare iniziata nel 1949, quando il padre dell’attuale titolare avviò la prima attività commerciale in zona Foce. Da allora hanno vissuto di commercio, prima in centro città e poi a Sestri, dove quel fondo nato come semplice cantina-deposito è diventato, quasi quattro decenni fa, una vinoteca conosciuta e frequentata.
A raccontare la scelta di chiudere è il titolare, Fiorenzo Sartore. "Le attività commerciali sono come entità biologiche viventi: prosperano quando l’ambiente è favorevole, scompaiono quando diventa ostile", spiega. "Negli ultimi quindici anni l’ecosistema è stato largamente sfavorevole. Sono una rana che ha fatto il salto prima che l’acqua bollisse". Il negozio, chiarisce, chiuderà ufficialmente a fine febbraio, ovvero oggi.
La presenza della famiglia Sartore nel commercio genovese parte dunque dal 1949, con la prima attività aperta dal padre in Foce. "Mio papà ha iniziato a fare il commerciante alla fine della guerra. Aveva un sogno: aprire in via di Canneto oppure a Sestri Ponente, che per lui era un posto bellissimo", ricorda Sartore. Il fondo di via Donizetti, inizialmente utilizzato come deposito per l’enoteca di famiglia, venne poi trasformato in negozio, segnando l’approdo stabile a Sestri Ponente.

I segnali di cambiamento, secondo Sartore, si sono manifestati già dal 2008. "Nel nostro settore si è capito che qualcosa stava cambiando. Ho intuito che l’uscita poteva non essere più una scelta preventiva ma una necessità".
Non è solo una questione fiscale, precisa. "Dire che è colpa delle tasse è riduttivo. Sta cambiando rapidamente tutto, a prescindere da quello che di positivo viene raccontato. Lo scenario è troppo sfavorevole, non c’è più sostenibilità. Oggi un’attività di vicinato è completamente insostenibile".
Una decisione sofferta, maturata nel tempo. "Ho creato questa realtà quasi quarant’anni fa, l’ho amata molto. È stata un prolungamento di me stesso. Sto dando via tutto, e non è bello. Ci ho messo tanto". I locali saranno ceduti, e ci sarà un subentro, ma non resterà una vinoteca. "Diventerà un deposito. Non sarà più un negozio".






