Cronaca - 01 marzo 2026, 09:36

Quattordicenne accoltellato sul bus, arrestato l'aggressore: è un qundicenne

L'aggressione ripresa dalle telecamere di sicurezza del mezzo pubblico. A inchiodare il ragazzo anche la testimonianza di alcuni coetanei. La vittima grave in ospedale. Filt Cgil: "Episodi simili non più accettabili"

Quattordicenne accoltellato sul bus, arrestato l'aggressore: è un qundicenne

La polizia di Genova ha fermato il presunto aggressore responsabile dell’accoltellamento di un ragazzo di 14 anni avvenuto ieri [LEGGI QUI] a bordo di un autobus Amt della linea 7 in via Teresa Durazzo Pallavicini, nel quartiere di Rivarolo. In manette è finito un quindicenne italiano di origine albanese, residente in Valpolcevera, già conosciuto dalle forze dell'ordine.

Dopo aver interrogato alcuni testimoni, anche loro giovanissimi, e dopo aver visionato il video dell'aggressione, ripresa dalle telecamere installate a bordo del mezzo pubblico, gli agenti hanno rintracciato il presunto aggressore nei pressi a casa sua: è stato trovato in possesso degli indumenti che aveva addosso al momento dell'aggressione e di cui, in parte, aveva provato a disfarsi. Lo hanno quindi accompagnato in Questura per interrogarlo. Le indagini sono tuttora in corso per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e soprattutto per chiarire il movente dell’aggressione.

Secondo le prime informazioni disponibili, come spiega la Filt Cgil Genova, l'accoltellamento sarebbe arrivato al culmine di una rissa iniziata sullo stesso autobus. "Non possiamo più accettare - dicono dal sindacato - che cittadini, utenti e lavoratori del trasporto pubblico siano costantemente esposti a episodi di violenza. La sicurezza non si costruisce attraverso norme repressive e liberticide, ma attraverso leggi che mettano a disposizione risorse adeguate, strumenti di prevenzione efficaci e interventi strutturali, senza scivolare verso un modello di controllo meramente punitivo .Al giovane ferito rivolgiamo il nostro augurio di una pronta e completa guarigione".

L'aggredito, di origini tunisine, era stato immediatamente trasportato in codice rosso all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena con due copiose ferite, una all'addome e una al petto, che gli hanno fatto perdere molto sangue. E' stato operato nella notte da un'equipe medica e al momento si trova in prognosi riservata, ma non sarebbe in percolo di vita.

"Abbiamo appreso con preoccupazione la notizia", il commento della sindaca di Genova, Silvia Salis. " Al giovane accoltellato e alla sua famiglia va il mio più forte abbraccio. Come amministrazione, attraverso la nostra polizia locale, stiamo mettendo in campo ogni risorsa possibile per aumentare la sicurezza reale e percepita in città. Tra dicembre e gennaio sono stati controllati oltre 400 autobus e 700 passeggeri. Nel trimestre novembre 2025 - gennaio 2026, le aggressioni sono scese a 5 (rispetto alle 14 dello stesso periodo dell'anno precedente) e le criticità tra i passeggeri sono quasi dimezzate. E' ovvio però che i nostri agenti non possano essere presenti ovunque e sempre. È necessario un intervento strutturato e coordinato da parte del Governo e delle altre Forze dell’ordine, che punti non solo sulla repressione, ma soprattutto sulla prevenzione. La responsabilità della sicurezza non può essere abbandonata nelle mani di noi sindaci: siamo il primo punto di riferimento per i cittadini, ma non possiamo restare gli unici a presidiare il territorio. La sicurezza non è solo una questione locale, ma è soprattutto un compito dello Stato nei confronti dei cittadini. Noi ci siamo, ma non possiamo essere lasciati soli".

Lega: "Sindaco assente alla riunione in Prefettura sulla sicurezza, ma poi invoca lo Stato e continua lo scaricabarile. I genovesi meritano interventi concreti"

"L’accoltellamento di un ragazzo di 14 anni su un autobus a Rivarolo è l’ennesimo segnale di un’emergenza sicurezza che a Genova non può più essere minimizzata. Da quando si è insediata la giunta Salis, nel sesto Comune d’Italia, assistiamo a un’involuzione evidente: meno strumenti, meno visione, più ideologia. E soprattutto un costante scaricabarile. Il Sindaco invoca lo Stato, ma dimentica che i sindaci hanno poteri in materia di sicurezza e che amministrare significa assumersi responsabilità, non cercare alibi. Fa davvero riflettere venire a sapere che alla riunione convocata in Prefettura proprio sul tema sicurezza, questa settimana, fosse presente la Giunta ma non il primo cittadino, che però dai palcoscenici nazionali parla di sicurezza e poi non si presenta nella sua città quando si tratta di programmare soluzioni concrete. Il centrodestra aveva avviato un percorso chiaro: rafforzamento della polizia locale, investimenti in deterrenza, tecnologia e formazione. Come Lega abbiamo sollecitato l’amministrazione con diversi documenti, tutti bocciati, con cui chiedevamo più bodycam, maggiori investimenti nel personale della polizia locale, più videocamere e l’utilizzo dei taser. Tutte richieste svuotate da precise scelte politiche. Lo stesso vicepremier, Matteo Salvini, ha ribadito come negare o limitare l’uso dei taser per ragioni ideologiche significhi indebolire la tutela degli agenti e dei cittadini. È una questione di sicurezza che, però, nel “campo largo” di Silvia Salis non trova unità di intenti. A questo si aggiungono altre scelte gravi, tra cui la bocciatura di una commissione speciale sulla sicurezza a livello comunale e il recente no in Consiglio comunale al riconoscimento e al potenziamento della videosorveglianza. Si respingono strumenti concreti mentre si moltiplicano le dichiarazioni. La sicurezza non si governa con i comunicati. Si governa investendo, formando, collaborando. Serve pragmatismo. Noi diciamo basta allo scaricabarile. Basta all’ideologia che paralizza le decisioni. Serve un’amministrazione capace di lavorare anche con l’opposizione per il bene comune. I genovesi non chiedono polemiche. Chiedono di poter salire su un autobus senza paura e di sapere che chi indossa una divisa ha gli strumenti per difendere sé stesso e i cittadini. Noi continueremo a pretendere una politica della sicurezza seria, strutturata e non ideologica. Perché la sicurezza è un diritto, non un tema da rinviare o su cui scaricare responsabilità". Lo dichiarano i consiglieri comunali della Lega, Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua.

Redazione

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