Estendere il sistema dei rimborsi automatici per ritardi e disservizi anche agli autobus, partendo dalla Liguria e da Amt. È la proposta avanzata da Furio Truzzi, presidente di Consumers' Forum e di Assoutenti, a margine del convegno "Consumatori e mobilità sostenibile al 2050" che si è svolto oggi a Genova.
L'idea è quella di replicare nel trasporto pubblico locale su gomma il meccanismo che, per il settore ferroviario, è già in fase avanzata: stop a carte e moduli cartacei in biglietteria e indennizzi riconosciuti in modo automatico agli utenti in caso di ritardi o disservizi.
"Siamo a buon punto perché le ultime riunioni del 2025 ci hanno confortato sul fatto che il sistema che abbiamo chiesto, ovvero lo stop a carte e moduli fisici in biglietteria, diventi automatico", ha spiegato Truzzi. "La buona notizia sarebbe che, oltre ad avere questo automatismo sui treni, lo possiamo conquistare anche sugli autobus in Liguria e in particolare nel capoluogo, dove i disagi sono notevoli".
La richiesta è già stata formalizzata. "Abbiamo chiesto formalmente al Comune di Genova e all'azienda Amt di procedere in tal senso. Ci rendiamo conto di essere in una situazione emergenziale per l'azienda, ma l'emergenza non può significare l'abolizione dei diritti dei consumatori".
Dal Comune, però, arriva un raffreddamento. L'assessore ai Trasporti Emilio Robotti ha richiamato la difficile situazione economica dell'azienda di trasporto pubblico cittadina.
"Credo che prima di chiedere i rimborsi bisognerebbe decidere chi deve pagare questa sorta di indennizzo", ha spiegato. "Abbiamo trovato un'azienda con 280 milioni di debiti e un patrimonio negativo che, senza le misure di protezione del tribunale, sarebbe fallita. Credo che oggi il vero risarcimento per i cittadini sia il fatto di avere ancora un servizio di trasporto pubblico e poterlo garantire per il futuro".
Il confronto resta quindi aperto, tra la tutela dei diritti degli utenti e la necessità di mettere in sicurezza i conti di Amt, in una fase che l'amministrazione definisce ancora emergenziale.






