Attualità - 02 marzo 2026, 08:00

Sestri Ponente, residenti contro i rumori di Fincantieri: “Battiti su lamiera fino a mezzanotte, non ce la facciamo più”

La denuncia di un lettore, che abita nella zona di fronte al cantiere: “Il problema va avanti ben prima del ribaltamento. Ci siamo rivolti alle autorità e Urp portuale, ma senza risposte: se non si farà nulla valuteremo vie legali. Viviamo con l'ansia: così si è costretti ad andarsene”

Sestri Ponente, residenti contro i rumori di Fincantieri: “Battiti su lamiera fino a mezzanotte, non ce la facciamo più”

Da anni convivono con il rumore dei battiti su lamiera, colpi secchi e ripetuti che, raccontano, vanno avanti anche fino a tarda sera, a volte la domenica. Non è il ribaltamento a mare del cantiere il punto, oggetto di discussione da oltre un anno, ma un problema precedente, che si trascina dal periodo post Covid e che riguarda principalmente, ma non solo, chi abita proprio di fronte allo stabilimento di Fincantieri a Sestri Ponente.

La denuncia arriva da un nostro lettore, Michele, residente da oltre vent’anni nella zona a ridosso dell'area di via Soliman: “Io vivo da 20 anni qui, non ho mai avuto grossi problemi a livello acustico: si sentiva solamente la sirena di apertura e chiusura. A partire dal periodo post Covid, quindi dal 2020 circa, hanno cominciato con forti battiti, dalle 16.40 fino alle 23.45. E hanno continuato per anni, anche adesso”.

Secondo quanto racconta, il problema sarebbe precedente rispetto all’ampliamento del cantiere avviato nel 2024. “Non sto parlando dell’ampliamento di Fincantieri. Quello si è semplicemente sovrapposto a un disagio che sopportiamo da circa sette anni. L’ampliamento ha mosso più attenzione mediatica, ma noi che viviamo di fronte lo subiamo da molto più tempo”.

Il nodo, spiega, è soprattutto l’orario e l’intensità dei rumori. “Se rispettassero certi limiti sarebbe diverso, ma vanno avanti fino a mezzanotte. Ho le finestre a doppio vetro e l’intensità è comunque molto forte. A volte battono anche al mattino, a volte il sabato e perfino la domenica. Si vive con l’ansia di sapere quando inizieranno, perché non sappiamo le fasce orarie, e quanto dureranno”.

Una situazione che, a suo dire, coinvolgerebbe anche altri residenti della zona, compresa l’area limitrofa a Villa Gavotti. “Nel palazzo ci sono molti anziani. Molta gente sta pensando di andarsene. Anche io sto valutando di trasferirmi, perché così non ce la facciamo più”.

Negli anni i residenti si sarebbero rivolti alle forze dell’ordine. “Ci siamo rivolti alla polizia, che ha riconosciuto la problematica e ci ha consigliato di contattare l’Urp delle attività portuali. Ma non abbiamo ricevuto risposta". 

Il tema, sottolinea, è quello della convivenza tra industria e città. “Noi siamo per la convivenza, ma servono controlli. Se non si farà nulla valuteremo le vie legali, anche se preferiremmo una soluzione alternativa senza arrivare a questo punto”.

C’è infine la preoccupazione per il valore delle abitazioni. “Questa è casa nostra, ci vivo con mia madre, è di nostra proprietà. Se dovessimo venderla, la svenderemmo. La cosa più brutta è sentirsi costretti ad andare via senza avere scelta”.

Federico Antonopulo

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