Attualità - 03 marzo 2026, 19:46

Frana in via Napoli: la Procura apre un’inchiesta per disastro colposo

Mentre 52 persone attendono di rientrare in casa, i magistrati indagano sulla fragilità di Genova

Frana in via Napoli: la Procura apre un’inchiesta per disastro colposo

La Procura di Genova ha aperto ufficialmente un fascicolo sulla frana di via Napoli, il drammatico smottamento avvenuto lo scorso 19 febbraio che, dopo il crollo di un imponente muraglione, ha imposto l'evacuazione immediata di un intero condominio.

L’ipotesi di reato su cui lavorano gli inquirenti è quella di frana colposa. L’indagine, che per ora mantiene un carattere esplorativo, è stata affidata al procuratore aggiunto Federico Manotti, coordinatore del pool Ambiente. Non si tratta di un caso isolato: questa è la seconda inchiesta aperta in poche settimane legata alla fragilità del suolo genovese. La prima riguarda il crollo dei massi sull’Aurelia ad Arenzano dello scorso 25 gennaio, un evento che ha paralizzato la viabilità per settimane.

In via Napoli la situazione resta critica. Se il primo cedimento aveva già destato enorme allarme, il 22 febbraio la collina è tornata a muoversi, ampliando il fronte della frana e aggravando lo scenario. Le forti piogge di questo periodo sono certamente tra i fattori sotto esame, ma gli inquirenti vogliono andare oltre l'evento meteorologico, concentrandosi sulle condizioni strutturali del territorio e su un dissesto idrogeologico che appare ormai endemico in diverse aree della città.

Dal 25 febbraio, tecnici e geologi hanno installato sensori di precisione per monitorare ogni minimo spostamento del palazzo evacuato. Per ora, però, il verdetto non cambia: sono 52 le persone che vivono ancora lontano dalle proprie abitazioni, in attesa di garanzie sulla sicurezza.

Per la giornata di domani è previsto un incontro decisivo tra la sindaca Salis, l’assessore Ferrante e il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. L’obiettivo del vertice è fare il punto sulla situazione di via Napoli e coordinare gli interventi strutturali necessari per un territorio che, mai come oggi, appare drammaticamente vulnerabile.

Redazione

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