Politica - 03 marzo 2026, 15:56

Dissesto idrogeologico, Sanna (Pd): “I Comuni non reggono i costi dei progetti”. Regione: “Finanziate progettazioni per 30 enti”

Progettare un’opera per partecipare ai bandi e ottenere il finanziamento per i lavori può costare fino al 15% dell’intervento. I criteri di riparto delle risorse da parte dello Stato non sono basati sulla popolazione a rischio

Dissesto idrogeologico, Sanna (Pd): “I Comuni non reggono i costi dei progetti”. Regione: “Finanziate progettazioni per 30 enti”

“I Comuni, a partire da Genova ma soprattutto quelli più piccoli, non hanno le risorse per sostenere i costi della progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico. È un dato oggettivo. Per questo è fondamentale che la Regione intervenga in modo strutturale per supportare le amministrazioni locali”, così il capogruppo del Partito Democratico in Regione, Armando Sanna, intervenuto in Consiglio regioanle con un’interrogazione rivolta alla Giunta sul tema delle risorse destinate alla progettazione e alla prevenzione del rischio idrogeologico.

Per accedere ai bandi è necessario che l'ente abbia un progetto, ma per i piccoli Comuni si tratta appunto di investimenti consistenti, mentre le risorse per gli enti locali sono sempre più ridotte. “Dal 2015 – ricorda Sanna – la Regione non si occupa più direttamente della progettazione per conto dei Comuni. Ma oggi progettare un’opera significa sostenere costi che arrivano fino al 15% dell’importo complessivo. Se un intervento vale un milione di euro, servono almeno 150 mila euro solo per la progettazione. È evidente che molti Comuni queste risorse non le hanno”.
“Il fatto che avere i progetti sia fondamentale per ottenere le risorse – dichiara l’assessore Giampedrone – non vuol dire che Regione Liguria non metta risorse anche per la progettazione della difesa del suolo”.

Nel corso degli ultimi 3-4 anni la Regione ha erogato una decina di milioni destinati alla progettazione per una trentina di Comuni circa. “Abbiamo supportato i Comuni fino al PFTE, quel livello di progettualità che consente di andare a gara – aggiunge Giampedrone – al netto delle coperture economiche dell’intervento. Usiamo di solito due canali di finanziamento. Il primo è quota parte o integrale dei 2 milioni del Fondo rotativo di Regione Liguria che serve sia per infrastrutture sia per la difesa del suolo e fa parte del Fondo Strategico. Altra cosa sono le risorse annuali che vengono assegnate alla Regione sia per interventi sia per attività di progettazione, e che provengono dal Ministero dell’Ambiente”.

Per ciò che riguarda gli interventi di difesa del suolo, Giampedrone ha evidenziato l’importanza di fare pressione a livello centrale affinché il riparto delle risorse nazionali, quando si tratta di fondi per la difesa del suolo, non avvenga solo in base all’indice di popolazione ma anche alla popolazione a rischio. Per questi interventi la Regione ha stanziato una quarantina di milioni. “Prendiamo atto degli stanziamenti elencati dall’assessore Giampedrone – prosegue Sanna – ma è evidente che non sono sufficienti rispetto alla mole di criticità presenti sul territorio ligure. Serve una revisione complessiva del piano degli interventi e una programmazione pluriennale chiara e trasparente”.

“Se davvero poi si ritiene penalizzante il criterio basato sull’indice di popolazione, come sottolineato dallo stesso Giampedrone, allora la Regione intervenga con forza presso il Governo affinché si adotti il parametro della popolazione a rischio”. “Non si può continuare a lavorare solo in emergenza – conclude Sanna –. Il dissesto idrogeologico è una questione strutturale per la Liguria”.

Elena Romanato


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