Nel mondo del fast fashion, del consumismo fuori controllo, della bassa qualità e dello sfruttamento eccessivo delle risorse (umane oltre che ambientali), un bel segnale di controtendenza arriva da un quartiere che è abituato a marciare, da sempre, in direzione… ostinata e contraria.
A Multedo, sabato 14 marzo, appuntamento fissato con la bella iniziativa ‘Multedo Scambia’, organizzata presso i Giardini John Lennon con il patrocinio e il contributo del Municipio VII Ponente, la cura dell’Associazione Comitato di Quartiere di Multedo e l’importantissimo supporto di Amiu e di Humana, ovvero quell’organizzazione umanitaria di livello internazionale che si occupa, tra le altre missioni, di raccolta e di recupero di abiti usati.
L’idea di ‘Multedo Scambia’ nasce in seno al Comitato di Multedo ed è portata avanti soprattutto da uno dei ragazzi più attivi e appassionati del quartiere, Diego Paoli. Con l’iniziativa si vogliono dare due segnali: il primo, di ordine generale, sull’estrema importanza di cambiare mentalità rispetto al nostro rapporto con gli oggetti, all’insegna del concetto della loro ‘seconda vita’; il secondo, più territoriale, dimostrare come i Giardini John Lennon siano il fulcro imprescindibile del quartiere, e per questo vanno difesi con le unghie e con i denti da ogni progetto finalizzato a minarne l’esistenza, a cominciare da quello del nuovo svincolo autostradale.
‘Multedo Scambia’ prenderà il via alle 15 con il mercatino dell’usato e con lo swap party: si potrà prenotare il proprio spazio, allestire la propria bancarella, e provare a vendere o scambiare le proprie cose; mentre lo swap party consiste nel portare gli abiti che non si indossano più - in buone o addirittura in ottime condizioni - direttamente al party o al punto di raccolta presso il Circolo San Luigi di Multedo, e in cambio si riceverà un buono per prendere altri vestiti e rinnovare il proprio guardaroba.
Alle 16, spazio al fitness e al benessere con una lezione di prova di pilates e corpo libero a cura dello Studio Nirvana di Multedo, con l’esperta insegnante Claudia Durante, mentre alle 17 è previsto un incontro-laboratorio con Amiu, sul tema della raccolta differenziata. Si parlerà di fast fashion e del suo impatto sociale, dalle 19 in poi, e a questo panel parteciperà, tra gli altri, l’assessora municipale Annalaura Ghigliotti.
Infine, dalle 19,30, musica dal vivo con il live acustico di Tommi Scerd, cantautore bresciano di origini ma genovese di adozione che nel 2023 è stato finalista al Premio Bindi e vincitore del premio live Musica da Bere.
Tutti potranno prenotare e allestire il proprio spazio: basterà una prenotazione al numero 347 1037680 (Diego) e un contributo di 10 euro, che scendono a 5 nel caso si disponga di un tavolino proprio. Per lo swap party, affermano gli organizzatori, “basterà portare gli abiti direttamente al party di sabato 14 marzo ai Giardini Lennon oppure al punto di raccolta presso il Circolo San Luigi di Multedo in via Antica Romana, a partire dal 9 marzo. Il nostro staff li selezionerà e li valuterà: gli abiti non scambiati verranno donati ad Humana People to People Italia che li valorizzerà attraverso la propria filiera a supporto dei progetti socio-ambientali che l’organizzazione realizza in Italia e nel mondo”.
Nel 2024, Humana ha prodotto un valore di 28,3 milioni di dollari (24 milioni di euro) ricavati dalla sola vendita di abiti usati, potendo contare su 593 negozi tra Europa e Stati Uniti, 180 tra Africa e Belize, oltre 31 milioni di acquirenti e un indotto diretto di circa 8 mila posti di lavoro. Registrata in Svizzera ma con sede nello Zimbabwe, e presente in ventinove paesi, Humana People to People è dedita a progetti di cooperazione internazionale, educazione, salute e sviluppo sostenibile, principalmente in Africa, Asia e America Latina. In un equilibrio almeno apparentemente impeccabile tra fashion e charity, a trainare la crescita della realtà sono proprio i negozi sotto l’insegna Humana Vintagee Humana People che, secondo quanto dichiarato dalla stessa associazione, attraverso le vendite di vestiti usati, ricavano il 23% delle fonti di finanziamento per i progetti di sviluppo.








