Attualità - 05 marzo 2026, 19:53

A Tursi l’incontro sulla Resistenza femminile per l’8 marzo

Testimonianze e ricordi delle protagoniste della lotta antifascista nell’iniziativa organizzata dalle sezioni Anpi. La sindaca: "Riconoscere il ruolo delle donne nella storia è un atto di giustizia"

A Tursi l’incontro sulla Resistenza femminile per l’8 marzo

Si è svolta questo pomeriggio a Palazzo Tursi, a Genova, l’iniziativa “Donne radici di marzo, fiori di resistenza”, organizzata in occasione della Giornata Internazionale della Donna dalle sezioni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della Regione Liguria, Oregina, Centro storico, Lagaccio e Castelletto, insieme al Circolo ricreativo culturale via Sertoli.

Protagonisti dell’incontro sono stati Giordano Bruschi, il partigiano Giotto, ed Enrichetta Canepa, figlia del comandante partigiano Giovanni Battista Canepa, noto con il nome di battaglia “Marzo”.

Intervistato dalla giornalista e scrittrice Jessica Nicolini, presidente della commissione Cultura del Consiglio comunale, Bruschi ha ricordato il ruolo svolto dalle donne durante la Resistenza: un contributo spesso silenzioso ma decisivo, che ha rappresentato anche un passaggio fondamentale nel cambiamento del ruolo femminile nella società.

Durante l’incontro sono state ricordate alcune figure simbolo della lotta antifascista e della partecipazione femminile alla vita pubblica, come Teresa Mattei, una delle 21 Madri costituenti, Ada Gobetti, combattente antifascista e moglie di Piero Gobetti, morto in seguito alle violenze subite dal regime, e Angiolina Berti, detta Marietta, che contribuì alla creazione degli ospedali partigiani.

Enrichetta Canepa, ricordata come la più giovane partigiana italiana, ha raccontato la sua infanzia trascorsa in montagna insieme al padre e alla madre Maria Vitiello, che partecipò alla lotta antifascista con la divisione Cichero. Canepa ha rievocato anche il viaggio verso Genova per festeggiare la Liberazione: nonostante il parere contrario di alcuni compagni, la madre decise di raggiungere la città con la figlia a bordo di un carro trainato da un cavallo.

In apertura dell’iniziativa è intervenuta anche la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha sottolineato l’importanza di riconoscere pienamente il contributo femminile nella storia e nella Resistenza. "Riconoscere il ruolo delle donne nella storia, e in particolare nella Resistenza, è un atto di giustizia necessario. Per troppo tempo il loro straordinario coraggio è rimasto confinato “dietro le quinte”, privandole del ruolo di protagoniste che spettava loro. È nostro dovere raccontare ai giovani che alle donne, anche in quegli anni, fu richiesto un supplemento di coraggio, spesso superiore a quello degli uomini. Ogni occasione in cui accendiamo un faro su questa memoria storica deve servire anche a ricordarci quanta strada resti ancora da percorrere nel presente, a partire dal superamento del gap salariale. Chi oggi ha l’opportunità di ricoprire ruoli di rilievo nella società ha anche il dovere morale di farsi voce di tutte le donne della sua città o del Paese, di ricordarsi della fatica che fanno ogni giorno per ottenere spesso troppo poco, rispetto agli sforzi che fanno".

Redazione

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