Economia - 06 marzo 2026, 13:05

Rapporto OTI Nord 2025: il Nord-Ovest tra progressi infrastrutturali e l'incognita dei ritardi

Il triangolo Milano-Torino-Genova punta a diventare l'hub logistico d'Europa, ma le imprese chiedono semplificazione burocratica e risorse certe per completare le opere strategiche

Rapporto OTI Nord 2025: il Nord-Ovest tra progressi infrastrutturali e l'incognita dei ritardi

Nella sede di Confindustria Genova è stato presentato questa mattina il Rapporto OTI Nord 2025, redatto dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture nato nel 2001 su iniziativa di Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino. Il monitoraggio, che quest'anno compie 25 anni, restituisce un quadro articolato sulle 84 opere strategiche del Nord Italia: se il 43% risulta in linea con il cronoprogramma, si registra un aumento delle opere in grave ritardo, passate dal 17% del 2024 al 21% attuale. Mentre i sistemi portuali e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna mostrano performance eccellenti con il 100% delle opere nei tempi, permangono forti rallentamenti per il Corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (TI.BRE). Il 2026 si prospetta comunque come un anno di svolta con l’attivazione dell’Alta Velocità Brescia-Verona, la conclusione del primo lotto della Verona-Padova e l’ultimazione di numerosi interventi nei nodi metropolitani e portuali.

Il cuore della sfida infrastrutturale risiede nel completamento delle reti TEN-T, fondamentali per trasformare l'Europa in uno spazio economico interconnesso. In questo scenario, il triangolo MITOGENO (Milano-Torino-Genova) emerge come una piattaforma logistica integrata. Se la Torino-Lione procede con il 28% dell'opera completata, l'attenzione si sposta ora sul "collo di bottiglia" dei collegamenti nazionali: per l'efficacia del Terzo Valico dei Giovi è infatti essenziale risolvere le "parti mancanti" verso la Lombardia, come il quadruplicamento della Milano-Pavia-Voghera. Come sottolineato nel rapporto, garantire la continuità degli standard europei su tutto l'asse è l'unica via per trasformare il Nord-Ovest in un hub multimodale capace di dialogare con i grandi distretti del Nord Europa.

Tuttavia, il quadro dei nodi metropolitani appare differenziato: a fronte dell'efficienza di Bologna e Venezia, i nodi di Milano e Genova mostrano criticità rilevanti a causa di complessità procedurali, vincoli autorizzativi e difficoltà di reperimento risorse. A Genova, nonostante l'inaugurazione di parte del Nodo ferroviario nell'ottobre 2025, la Gronda di ponente resta ferma al lotto "0", mentre il progetto dello Skymetro è stato cancellato in attesa di alternative. Sul fronte portuale, il Programma Straordinario di investimenti ha raggiunto il 70% di realizzazione, con i lavori della nuova digache dovrebbero vedere conclusa la fase A tra la fine del 2027 e l'inizio del 2028.

Le voci dei protagonisti industriali invocano stabilità e semplificazione. Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda, ha indicato la burocrazia come nodo centrale: "È necessario applicare un modello che renda “ordinario lo straordinario”, attraverso una collaborazione pubblico-privato virtuosa come successo per Expo 2015 e per le Olimpiadi Milano Cortina". Biffi ha inoltre sollecitato il Governo per lo sblocco dei finanziamenti destinati ai prolungamenti delle linee metropolitane milanesi M4 e M5. Sulla stessa linea Fabrizio Ferrari, Presidente di Confindustria Genova, che ha definito le infrastrutture una condizione decisiva per l'attrattività del territorio, lanciando un allarme sull'isolamento della Liguria e sollecitando chiarezza sulla Gronda: "Occorre intervenire con chiarezza sulle criticità ancora presenti, pena rinunciare a una straordinaria leva di crescita nazionale".

La visione del progetto MITOGENO è stata rilanciata da Marco Gay, Presidente dell’Unione Industriali Torino, che ha descritto il sistema come la "piattaforma produttiva più potente del Sud Europa". Secondo Gay, il triangolo industriale non va visto come una somma di cantieri, ma come una vera "metropoli lineare del Nord Italia" capace di sostenere manifattura e servizi. Un appello alla responsabilità è giunto anche dal Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, che in un messaggio ha chiesto a tutto il sistema – dalle amministrazioni ai progettisti – di contribuire con rapidità a trasformare gli investimenti in opere reali. In conclusione, Leopoldo Destro, Delegato di Confindustria, ha ribadito come la politica infrastrutturale debba essere strettamente connessa a quella industriale, poiché «la logistica è parte integrante della competitività» e richiede risorse finanziarie certe a fronte di piani e progetti approvati.

Redazione

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