Nel corso del 2025 in Liguria il 112 (Numero Unico di Emergenza) ha ricevuto complessivamente 980.000 chiamate. Di queste, 3.360 chiamate sono risultate riconducibili a episodi di violenza domestica e/o di genere, pari a circa il 27% delle segnalazioni di pericolo. In questo numero rientrano anche circa 50 chiamate in cui è stata esplicitamente segnalata una violenza sessuale. Le persone coinvolte in questi episodi sono prevalentemente donne, come confermano anche le statistiche nazionali sul fenomeno della violenza domestica e di genere.
"Questi numeri - spiega l'assessore alla Sanità Massimo Nicolò - ci ricordano che la violenza domestica e di genere è un fenomeno che purtroppo continua a riguardare da vicino anche il nostro territorio e che richiede attenzione costante, prevenzione e una risposta istituzionale forte. Il 112 rappresenta spesso la prima richiesta di aiuto da parte di chi vive situazioni di paura e di violenza. Per questo è fondamentale continuare a rafforzare la rete tra istituzioni, forze dell'ordine, servizi sanitari e realtà del territorio per garantire protezione e sostegno alle vittime. Un ringraziamento sincero va alle operatrici e agli operatori del 112 che, con professionalità, attenzione e grande senso di responsabilità, gestiscono ogni giorno migliaia di chiamate e rappresentano un presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Le segnalazioni al 112 rappresentano infatti spesso il primo punto di contatto con il sistema dei soccorsi, consentendo di attivare rapidamente le forze dell'ordine e i servizi di emergenza in situazioni di rischio e di violenza all'interno delle relazioni familiari o affettive".
"Come donna e come direttrice generale dell'Azienda Ospedaliera Metropolitana, questi dati colpiscono particolarmente - ha detto Monica Calamai, direttrice generale di Aom -. Dietro ogni chiamata c'è una persona che trova il coraggio di chiedere aiuto e un sistema che deve essere pronto a rispondere con rapidità, competenza e sensibilità. Il Numero Unico di Emergenza rappresenta un presidio fondamentale anche per intercettare le situazioni di violenza domestica e di genere e attivare immediatamente la rete dei soccorsi. Il lavoro delle operatrici e degli operatori è prezioso perché spesso sono il primo ascolto e il primo passo verso la protezione delle vittime".






