"Finalmente lo ha ammesso: Silvia Salis usa Genova per diventare presidente del Consiglio. Dopo mesi che si trincera lo dice in un'intervista a La Stampa in cui detta anche i tempi: sarà l'anno prossimo. Peccato che nella sua prima uscita da aspirante premier Salis sia smentita dal Sole 24 Ore che recita, testuale, 'le entrate da accertamento e controllo (ossia la lotta all'evasione) sono cresciute dell'8,1 per cento', ma non solo: 'in due anni le entrate tributarie dell'area imposte dirette legate agli investimenti sono addirittura raddoppiate (+106,8%) in una tendenza che ha visto le principali voci in continua crescita'. Risultati ottenuti da un nuovo approccio di un fisco amico dei cittadini, ma severo con chi tradisce la fiducia dello Stato".
Lo dice il deputato genovese di Fratelli d'Italia, Matteo Rosso, che aggiunge: "Ben differente dal sistema che Salis prospetta dove il cittadino è ritenuto un evasore a prescindere che deve preoccuparsi. Accusando il Governo Meloni di non fare la lotta all'evasione Salis prende una cantonata clamorosa, l'ennesima, frutto di un approccio ideologico e non pragmatico e lo fa anche quando dichiara a Repubblica che il Mit attenderebbe dal 2023 l'applicazione della cosiddetta tassa sui croceristi ed è lo stesso ministero che la sconfessa. Per l'ennesima volta. Insomma oggi Salis ammette di voler fare la premier, lecito, ma mi permetto di far notare che quando parla di tasse non è rassicurante dato che a Genova siamo ampiamente tartassati in attesa di sapere se aumenterà anche il balzello sulla spazzatura".






